Gioco
Maggioranza di nuovo in tilt
Martina Corirossi
◗
Una seduta del consiglio comunale Sui rifiuti il Pd litiga con Sel e Idv, prove di feeling con Lamberti e Udc
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La costituzione di una società mista pubblico-privato per la gestione dei rifiuti sulla costa fa venire a galla tutte quelle distanze che rendono difficile la convivenza in maggioranza. Così la coalizione di centrosinistra scoppia. Di Nuovo. Sel, Pd e Idv - nonostante il tentativo in extremis di mettersi d'accordo (nel pezzo a fianco) - arrivano in consiglio comunale con posizioni diverse. E alla fine la delibera passa con l'ex sindaco Gianfranco Lamberti (Confronto) e Salvatore Capuozzo (Udc) che sono più vicini al Pd di quanto, in questo caso, non lo siano gli alleati di Sel (che vota contro) e Idv (che si astiene). Idv e Sel trovano la sponda a sinistra: Rifondazione e la lista civica di Marco Cannito, che rivendicano i risultati dei referendum dello scorso giugno. «I cittadini - interviene Lamberto Giannini (Sel), che presenta un suo atto di indirizzo - hanno affermato con chiarezza che i servizi locali, compresi i rifiuti, non devono avere rilevanza economica. La loro decisione va rispettata». Scettico Cannito: «Sarà il futuro a dirci se il privato è un buon gestore, quello che è certo è che le vostre scelte saranno scaraventate direttamente sulle spalle dei cittadini, in termini di salute e spese». Dopo Sel, tocca all'Idv passare all'attacco con una mozione. «Non voteremo la delibera - interviene il capogruppo, Andrea Romano - fino a che non saranno fornite precise garanzie sulla tutela dei posti di lavoro, sulla strategia anti-inceneritori, l'incentivazione della differenziata e il mantenimento di un ruolo centrale per il pubblico». La mozione dell'Idv incontra il favore di Giannini, Cannito e di Lorenzo Cosimi (Rifondazione), che critica il partito di maggioranza: «Nelle Marche e in Puglia, consigli del vostro stesso colore sono stati capaci di mosse coraggiose». Il Pd, invece, va avanti compatto e a più riprese scandisce il pensiero del sindaco Cosimi: «La scelta di intraprendere il percorso che porterà alla realizzazione di un'azienda mista è l'unica alternativa possibile per salvaguardare i poteri del soggetto pubblico». «Aamps - aggiunge il capogruppo, Massimo Gulì - deve giungere al momento del passaggio nella nuova società in ottimo stato di salute in modo da essere valorizzata». Le perplessità attraversano l'aula da uno schieramento all'altro: anche Marcella Amadio (Pdl), dice no alla delibera, mentre la sua consigliera Maristella Bottino si astiene come il Pdl fronte Bruno Tamburini. Al momento della votazione Sel, Federazione della Sinistra e Città Diversa esprimono un parere contrario, insieme ad Amadio. Si astengono Andrea Romiti (passato dal Pdl al gruppo misto), Maristella Bottino e, soprattutto, i due consiglieri dell'Italia dei Valori, Lorenzo Del Lucchese e il capogruppo Andrea Romano. La delibera viene approvata d'un soffio, con 22 sì (Pd, Lamberti e Udc). La tematica ambientale mette di nuovo in crisi la maggioranza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
