Gioco
E' Poles il regista dell'operazione Cittadella
Al crocevia fra il progetto iniziale, la società realizzatrice e la gestione delle piscine
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COLLESALVETTI. «Che bei momenti, adesso le gare le fanno i ranocchi». Viaggia su Facebook l'amarezza di un cittadino deluso per la fine che hanno fatto le piscine: chiuse mentre il degrado le divora. Ma a postare la frase non è uno qualsiasi: è Marco Poles, uno dei 10 indagati nel ciclone che ha travolto la Cittadella dello sport a Colle. Nello strano "affaire" delle piscine-boomerang che rischiano di rovinare i conti del municipio colligiano, il nome più noto è senz'altro quello dell'assessore provinciale Nicola Nista, ex sindaco colligiano. E' un illecito relativo alle procedure forse un po' casarecce, forse parecchio arruffate: niente però a che vedere con corruzione o concussione, neanche a carico degli imprenditori - molti dei quali ben noti anch'essi - si immagina qualcosa del genere. Ma è sul ruolo di Poles che si concentra l'attenzione degli inquirenti. Nelle carte lo troviamo tanto nella Sesport quanto nella società sportiva dilettantistica Nuoto Collesalvetti. Della Sesport figura come consigliere: è la società - di cui la moglie Cristina Bronchi è proprietaria per un decimo - finita nel mirino degli inquirenti insieme alla Gis srl (che ne ha l'altro 90% delle quote e della quale a sua volta essa possiede il 5%). Della Nuoto Colle è amministratore unico ma anche proprietario al 90% (il resto è nelle mani della moglie). La prima è la società che realizza l'impianto, la seconda è la società che lo gestisce operativamente. Ma Poles viene visto nell'indagine anche come qualcosa di più: l'anello di congiunzione con le imprese della galassia Cna. E questo, sembra di poter ricostruire, in virtù del legame di parentela con l'imprenditore edile Daniele Giusti, l'ex presidente della Cna provinciale che dall'autunno 2007 è presidente della Sesport e in precedenza, a partire dal giugno 2004, è presidente della Gis (che come detto controlla la Sesport). Non è detto però che all'interno della compagine societaria sia sempre stato tutto un feeling d'amorosi sensi. Fin dall'inizio: basti dire che il 6 agosto 2007, negli uffici del consorzio degli artigiani Ceal, l'assemblea generale ordinaria per l'approvazione del bilancio 2006 - il primo dopo che i vari organismi Uisp hanno venduto la Sesport - fa finire nero su bianco nel verbale lo scontro fra i due proprietari, la socia Bronchi e la società Gis srl. Lei dà forfait contestando il fatto che bisogna approfondire «la cessione alla società Gis srl della realizzazione e gestione del complesso Cittadella dello Sport». Rimostranza respinta dal consiglio d'amministrazione presieduto da Luca Bernini anche in rappresentanza appunto del socio Gis. Non basta: nell'agosto 2009, nei giorni caldi in cui esplode il bubbone in Comune a Colle, la società di Daniele Giusti va all'attacco non solo del municipio ma anche di Marco Poles indicandolo come «intermediario sin dal 2002», in qualità di «tramite tra il Comune e la Uisp regionale del quale era collaboratore esterno»: in pratica, «ha concorso a partorire l'operazione Cittadella dello Sport di Collesalvetti seguendo anche le varie fasi sia di progettazione che realizzative, ricevendone allo scopo compensi, prima di proporsi quale gestore del parco acquatico a seguito della rinuncia preventiva di un iniziale utente da lui stesso precedentemente individuato». Il motivo dello scontro frontale? Il fatto che il gestore ha incassato le quote dei nuotatori ma non ha pagato se non per pochi mesi iniziali l'affitto (132mila euro annuo) e ha lasciato l'impianto «solo a marzo 2009 nel momento in cui le aziende di servizio gli hanno tagliato le utenze, e solo dopo aver incassato le rette dagli utenti». In quegli stessi giorni Poles se l'era presa con Asa e Asatrade: il debito era sotto i 300mila euro (e si era in pari con la rateizzazione ottenuta); la chiusura di acqua e gas è arrivata appena la società aveva trovato fornitori più convenienti; le piscine sono state danneggiate dall'acqua sporca di Asa che ha mandato in tilt i filtri. In realtà, i conti hanno cominciato a quadrare poco fin da subito: per riuscirci i corsi di nuoto avrebbero dovuto avere il triplo degli iscritti (peraltro circa 800, moltissimi in un Comune da 17mila anime). E quando le piscine sono state coperte con il "pallone" per nuotare anche d'inverno, il conto del gas è entrato in orbita (21mila euro al mese), idem quelli di elettricità e acqua (5mila a testa).
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