Sicurezza
Passaggi a livello dimenticati
Giorgio Carlini
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VIA SAN MARTINO. Attraversamento murato e chiuso da staccionate in cemento. Univa Ardenza Terra con Collinaia (via Grotta delle fate). L'azienda delle ferrovie blocca tutto lasciando il degrado
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LIVORNO. Alzi la mano chi, nelle ultime settimane, non ha sentito parlare di viabilità a Livorno. Viabilità alternativa, viabilità del nuovo ospedale, viabilità del centro. Ma c'è una viabilità, per l'appunto, trascurata da decenni. È quella relativa all'attraversamento della linea ferroviaria. La tendenza a livello nazionale è di eliminare i passaggi a livello e sostituirli con sottopassi o cavalcavia. Ma il sistema che in città va per la maggiore è chiudere gli svincoli che per oltre mezzo secolo hanno unito i quartieri di Livorno. I collegamenti storici sono ora interrotti da barriere di cemento, in nome di raccordi, varianti e quant'altro. Altra soluzione è quella di lasciare tutto così com'è, vedi i passaggi a livello di via Provinciale Pisana e via delle Sorgenti, che causano gravi complicazioni al traffico stradale. Massimo Ciacchini, consigliere comunale Pdl, insieme al capogruppo Bruno Tamburini, ha depositato un'interpellanza al riguardo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una notizia comunicata dall'assessore Valter Nebbiai. «Il Comune - spiega Ciacchini - ha chiesto alla Rete ferroviaria italiana (Rfi) la restituzione di 2 milioni di euro, prima versati per la soppressione dei due passaggi a livello in città, perché Rfi ha sospeso i lavori appaltati all'azienda vincitrice del bando di gara». Morale della favola: non solo le operazioni non sono cominciate, ma non c'è neanche un progetto alternativo. E gli automobilisti devono rassegnarsi a code e disagi quando passano i treni. Con Ciacchini facciamo un giro (anzi, una corsa a ostacoli) per osservare le intersezioni con la ferrovia. Cominciando dall'ex passaggio a livello di via San Martino. L'attraversamento, chiuso con staccionate in cemento, univa il quartiere Ardenza Terra con Collinaia. Il traffico si è spostato su via Grotta delle Fate, con relativi ingorghi lungo via Mondolfi. La seconda tappa è via Gian Battista Vico. Il passaggio collegava La Rosa con La Leccia. Ora, da ambo i lati, ci sono due muri e tanta sporcizia. Anche l'attraversamento tra via Campania (Coteto) e via dei Pelaghi (Salviano) è interrotto da sbarre in cemento. La circolazione è dirottata sulla tangenziale di via Bedarida. Peccato però che questa sia ancora chiusa. E ancora: «Il sottopasso in via di Salviano per i mezzi a due ruote è inadeguato, ma anche nocivo, con il passaggio dei pedoni accanto agli scooter, e pericoloso, come testimoniato dalla morte per annegamento di un anziano nel 2006. E il cavalcaferrovia della stazione? Doveva essere provvisorio, invece continua a deturpare le Terme del Corallo». «Insomma - chiude - va bene la viabilità alternativa, ma prima di abbandonare intere zone al degrado, sarebbe meglio ristabilire i collegamenti che hanno funzionato per quasi un secolo».
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