Gioco
L'allenatore si pente «Non volevo colpire il giovane arbitro»
Matteo Baccellini
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LIVORNO. «Potessi tornare indietro non rifarei niente. Mi scuso con l'arbitro minorenne e con i suoi familiari. Volevo solo spaventarlo, non colpirlo». A parlare è l'allenatore di calcio del Carli Salviano, autore della testata che ha raggiunto al naso il direttore di gara durante la partita degli Juniores col Bibbona La California. La rabbia ha avuto il sopravvento, giura il mister trentenne, che è stato anche allontanato dalla sua società per il bruttissimo episodio che lo ha visto coinvolto. Un'aggressione che è costata una decina di giorni di prognosi per il ragazzo, a cui hanno fatto seguito anche le minacce da parte dei giocatori del Carli Salviano. «Ti veniamo a prendere in classe», gli avrebbero urlato alcuni ragazzi nella foga del momento in mezzo al campo. «Ero partito solo per spaventarlo dopo una decisione che mi aveva fatto arrabbiare. Ma poi eravamo vicini e nella concitazione c'è stato il contatto tra la mia testa e il suo naso - spiega l'allenatore - Lui è andato subito in terra. Mi dispiace tantissimo, sono un padre di famiglia e sono il primo a dire che queste cose non devono accadere per una semplice partita di calcio». Lunedì l'allenatore ha anche salutato i suoi ormai ex ragazzi «Si parlava di minacce, di possibili ritorsioni e ho letto che l'arbitro si fa scortare a scuola dai genitori - aggiunge l'aggressore - Ne abbiamo parlato nello spogliatoio, vorrei tranquillizzare tutti e dire che non accadrà niente di tutto questo. Il ragazzo ha tutto il diritto di stare tranquillo e di dimenticare questa storia. Nessuno farà niente, la cosa finisce qui». Ci mancherebbe. Non sa cosa aggiungere, l'aggressore. Giura che in tanti anni di calcio è stata la prima volta che ha perso il controllo. «So che non vale molto, ma vorrei poter parlare all'arbitro e ai suoi familiari per porgere le mie scuse direttamente. Ho cercato anche di contattarlo ma non ci sono riuscito. Aiutemi, se potete. Non capite come mi senta». È sinceramente pentito, si rende conto di averla fatta grossa. Ma per il momento non avrà il perdono.
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