Gioco
«Rubiamo, ma siamo senza lavoro»
Lara Loreti
Scippi alle anziane, un arresto e una denuncia: accusati di due colpi
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LIVORNO. «Siamo noi gli scippatori e ci dispiace, ma rubiamo perchè siamo senza lavoro». Queste le dichiarazioni di due livornesi fermati per i furti ai danni di donne, soprattutto anziane. Uno è stato arrestato e l'altro denunciato dal Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri. Sarebbero dunque loro gli scippatori che terrorizzavano le donne. I carabinieri hanno individuato i due tra una serie di sospettati. La svolta c'è stata sabato pomeriggio alle 14 quando i vigilanti dell'Ipercoop hanno segnalato un uomo sospetto nel pian terreno dello stabile vicino ai giochi dei bambini. Sul posto è andata una pattuglia del Nucleo radiomobile che, in un angolo, ha trovato un uomo che scardinava un gioco con un grosso cacciavite. Era un livornese di 40 anni: perquisito, aveva addosso il cellulare di un amico, proprietario di uno Scarabeo bianco (segnalato da una delle vittime di furti). Entrambi erano tra gli scippatori sospettati dai militari. Dopo una ricerca, nella zona del centro commerciale i carabinieri hanno trovato lo scooter in sosta un po' defilato. Il motorino aveva una targa di cartone con i dati di un altro scooter di una terza persona, suo conoscente, estraneo ai fatti. A quel punto sono scattate le perquisizioni a casa del quarantenne e del padrone del motorino, anche lui livornese di 40 anni, ad Ardenza. Nelle abitazioni in tutto c'erano 7 cellulari, di cui due di viitime di scippi fatti martedì e giovedì scorso. Secondo gli investigatori, oltre ai due, potrebbe essere coinvolta anche una terza persona. L'uomo fermato all'Ipercoop è stato arrestato per il furto aggravato dei soldi nelle macchinette nel supermercato. Tutti e due invece sono stati denunciati per i due scippi i martedì e giovedì scorso. I due sono celibi, hanno piccoli episodi alle spalle di furti e droga ed entrambi, dopo aver ammesso le proprie responsabilità, hanno detto di essere dispiaciuti ma di aver rubato per necessità. I carabinieri non hanno reso noti i nomi per esigenze di indagine. Oltre ai due già indagati, i militari non escludono che ci possa essere anche un terzo complice. Sono in corso ulteriori indagini anche per capire se i due abbiano messo a segno anche gli altri colpi: nel giro di sei giorni ce ne sono stati almeno undici.
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