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«Franza ucciso dai medicinali» L'autopsia scagiona i 7 indagati
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SCOMPARSO. Karim Franza 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Ad uccidere Karim Franza, 40 anni, è stato con tutta probabilità un mix letale di medicinali. È quello che filtra dalle indagini degli inquirenti coordinati dal pubblico ministero Gianfranco Petralia e che scagionerebbe i sette medici indagati con l'accusa di omicidio colposo in concorso. Una conlusione che deriva dai risultati dell'autopsia avvenuta giovedì scorso. Dagli esami autoptici condotti sulla salma del quarantenne dal perito della Procura, il medico legale David Forni, non sarebbero emersi elementi riconducibili a cause traumatiche, cardiache o a patologie sconosciute. Dunque non ci sarebbe una connessione diretta con l'operato dei medici che lo avevano avuto in cura fino a 48 ore. Ecco perché resta aperta la strada del mix di medicnali. Una pista avvalorata anche dall'indiscrezione che a casa del quarantenne siano state ritrovate e sequestrate diverse confezioni di medicinali. Il decesso di Karim Franza è avvenuto nella notte tra venerdì 18 e sabato 19 novembre. Intorno alle 2 era stato il padre a dare l'allarme alla centrale del 118. «Mio figlio sta male», aveva raccontato al centralino del pronto intervento. Quando in via del Mare è arrivata l'ambulanza con il medico a bordo l'équipe di sanitari ha potuto soltanto dichiarare la morte del quarantenne. Un decesso anomalo, è stato subito catalogato dagli agenti della polizia che quella stessa notte hanno iniziato a ricostruire la vita del quarantenne scoprendo che era stato dimesso solo due giorni prima dall'ospedale dove era stato ricoverato per una patologia. È per questo motivo che il pubblico mistero aveva disposto il sequestro della salma, l'acquisizione delle cartelle cliniche e la fissazione dell'autopsia. Prima degli esami autoptici però aveva iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo in concorso i sette medici che avevano curato il quatantenne. Tra di loro anche il primario di medicina generale Marco Cei, 52 anni. Oltre a lui Nicola Mummoli, 48, Anna Maria Cristini, 52, Patrizia Taddei, 59, Stefano Giuntoli, 51, Paolo Pasquinelli, 57, e Claudio Pantini 59. «Iscrivendoli nel registro degli indagati potrenno nominare un consulentue per l'autopsia», ripetevano in Procura. Con gli esami effettuati giovedì la loro posizione sembra ancora più defilata. Anche se resta il dubbio su che cosa abbia ucciso Karim Franza. (f.laz.)
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