Il Tirreno

Livorno

Fidejussione con tripla beffa

Mauro Zucchelli

Il Comune paga, i lavori restano a metà e la Cittadella è un fantasma

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 COLLESALVETTI. Del sogno della Cittadella dello sport alle porte di Collesalvetti non restano che un fritto misto di erbacce, vetri rotti, docce spaccate e porte sfondate.  E' un miracolo alla rovescia: niente riesce a dare l'idea d'una trascuratezza paradossale quanto questo fabbricato appena costruito eppure già in abbandono. Anche se l'avevano inaugurato in pompa magna solo cinque anni fa, all'inizio dell'estate 2006. Ma, secondo gli inquirenti, non è colpa della jella se adesso non c'è altro che un'apocalisse al posto della promessa delle quattro vasche con aquagym, aquabike, baby parking e chissà cos'altro.  Nel mirino delle indagini della Procura c'è il macigno di un debito da 4 milioni di euro che precipita sulle casse del Comune di Collesalvetti per via della fidejussione che ha dato alla società privata Sesport per ottenere il mutuo così da costruire la Cittadella dello Sport prevista dai piani dell'ente locale. Tris di guai  Qui i guai sono almeno tre.  Il primo: è il Comune che fornisce la garanzia per un finanziamento che Sesport ha avuto, in piccola parte, dal Credito cooperativo di Castagneto e, per 3,5 milioni, dal Mediocredito Trentino (dai banchi del centrodestra Emiliano Baggiani chiederà poi come mai è stato necessario andare a cercare un istituto bancario a 400 chilometri di distanza che lavora solitamente in tutt'altre zone). Una garanzia che copre con le spalle pubbliche una cifra pari a 148 volte il capitale della società privata che l'ha ricevuta.  Il secondo: com'è buona norma, il Comune colligiano si cautela "proteggendo" la fidejussione con una polizza. Strano che, per scovarla, di chilometri ne debba fare addirittura 500 e la trovi in provincia di Benevento: la società è di proprietà di una immobiliare del Principato di Monaco, fondata da due società che, manco a dirlo, arrivano dritte dritte dalle Isole Vergini Britanniche. Con questo pedigree, vi stupireste se vi dicessero che la società ha fatto patatrac? Di più: vi meravigliereste se vi dicessero che le Fiamme Gialle la accusano di aver fatto duemila polizze di questo tipo mandando in tilt un battaglione di enti locali?  Il terzo: al danno dei 4 milioni si somma la beffa del fatto che la piscina è rimasta aperta lo spazio d'un mattino e adesso vale solo come campo-scuola per qualunque categoria di vandali.  Il caso piscine esplode a Collesalvetti due anni fa sotto il solleone di mezz'agosto: il consigliere Pdl Paolo Simoni va all'attacco con una interpellanza, nel centrodestra ne fa un cavallo di battaglia anche Baggiani. In realtà, è già nel primo giorno da sindaco (12 giugno 2009) che Lorenzo Bacci chiede la documentazione relativa al caso piscine. Dieci giorni più tardi, il neo-sindaco mette in pista l'iter per far decadere la convenzione con la Sesport. E, appena passato il Ferragosto 2009, sale le scale della Procura per presentare un esposto. La sterzata di Bacci  Altolà alle insinuazioni del centrodestra contro la giunta del predecessore Nicola Nista, eppure non è un segreto per nessuno che gli assetti politici a Collesalvetti hanno avuto una sterzata con le primarie in casa Pd in vista delle elezioni del 2009.  Il Partito democratico le aveva messe sotto l'albero di Natale dell'inverno precedente. il giovane outsider Lorenzo Bacci, proveniente dal mondo dell'Arci e degli scout Agesci, grazie al forte sostegno dell'associazionismo la fa in barba a due candidati forti come Samanta Migliorini, assessore nella giunta di Nicola Nista e da lui appoggiata nella sfida interna al Pd, e come Maurizio Scatena, ex vicesindaco di Colle ed ex numero uno della Margherita provinciale. E' una sorpresa la vittoria del più giovane dei tre (44% mentre gli altri due si sono fermati entrambi sotto la soglia del 30%), ma è una sorpresa anche la partecipazione al voto (mettono la scheda nell'urna in 2415, settecento in più rispetto alle primarie che quindici mesi prima hanno incoronato Veltroni). I conti fanno acqua  Ma le beghe in casa Pd rappresentano solo la metà del puzzle di questa vicenda. L'altra metà è un conto economico che fa acqua da tutte le parti. Lasciamo stare che, anche per via di alcune modifiche in corso d'opera, i 3,8 milioni effettivamente erogati dalle banche non bastano per completare la costruzione della "Cittadella", sono le cifre della gestione ad andare presto in tilt.  Si pensa di coprire la piscina con un "pallone" così da poter proseguire le attività anche nella stagione fredda, ma questo fa schizzare in orbita le bollette del gas (21mila euro al mese), dell'elettricità (5mila) e dell'acqua (altrettanti). Figurarsi che è dall'aprile 2008, cioè a poco più di un anno e mezzo dall'inaugurazione, che i revisori dei conti suonano il campanello d'allarme. I guai economici sono già arrivati per il gestore: la Sd Nuoto si trova presto con l'acqua alla gola anche fuori dalle vasche natatorie, la Sesport dice di non aver ricevuto nemmeno un euro per l'affitto. Risultato: impossibile pagare il mutuo.  Logico che le banche vadano a chiedere i quattrini al Comune di Collesalvetti che ha firmato la fidejussione. Il municipio avrebbe in teoria coperto con una polizza il rischio di rimanerci fregato. Un po' meno logico è che l'intermediario finanziario campano scelto dal Comune sia sparito nel nulla così che i 4 milioni da pagare restano sul gobbo all'amministrazione di Colle. Non è l'unica cosa a esser sparita: si è volatilizzato anche un milione e mezzo di euro. E' la differenza fra quel che la Sesport dice di aver speso e il valore che invece è stato stimato dall'ufficio tecnico del Comune di Collesalvetti. Ammesso che sia buona quest'ultima valutazione, sarebbe proprio un miracolo: il Comune dovrebbe tirar fuori 4 milioni di euro per pagare quel che una società privata non ha pagato, la struttura non varrebbe più di 2,3 milioni di euro e intanto è tutto chiuso e in abbandono.

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