Il Tirreno

Livorno

È morto il petroliere dal cuore verde

Mauro Zucchelli
Il petroliere Enrico Risaliti stroncato a Roma da un malore
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Il petroliere Enrico Risaliti stroncato a Roma da un malore

Un malore stronca a 68 anni l'imprenditore Enrico Risaliti mentre è a teatro a Roma

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 LIVORNO. Un malore l'ha fulminato a 68 anni mentre era a teatro a Roma: per un'ora il medico dell'ambulanza ha tentato un disperato massaggio cardiaco, inutilmente. Ma il palcoscenico che Enrico Risaliti conosceva meglio era quello dell'economia.  E' stato un primattore come uomo d'affari. La sua società nel commercio all'ingrosso dei prodotti petroliferi - 400 milioni di euro di fatturato all'anno, un pacchetto di qualche centinaio di distributori di proprietà più uno stock una sfilza di depositi sparpagliati nel Bel Paese - l'aveva portato via dalla "sua" Livorno: facendolo però salire talmente in alto da risultare il leader dei petrolieri indipendenti made in Italy. E' stato lui il capofila della cordata che alla metà del decennio scorso si è fatta avanti per acquistare tutta la geografia delle stazioni di servizio presenti in Italia con il marchio Ip, la stessa società per la quale aveva lavorato come operaio il padre.  Ma protagonista lo era stato anche come voce delle organizzazioni dell'imprenditoria italiana: numero uno dell'Assopetroli e esponente del vertice nazionale della Confcommercio. Ultimo incarico conosciuto: presidente nazionale di Confcommercio settore energie rinnovabili.  Già, perché Risaliti era un petroliere decisamente fuori dai cliché e non gli dispiaceva anche andare controcorrente: del resto, poteva essere diversamente per una persona nata nel '43, in mezzo al bailamme dell'Italia alla vigilia dello sbandamento dell'8 settembre?  Fra i businessmen che hanno fatto grandi affari con il greggio e il crude oil, l'avete mai trovato uno che volesse scommettere sulla nuova frontiera dell'energia pulita? Risaliti l'aveva fatto dalla plancia di comando della Confcommercio nazionale nel confronto a tu per tu con il governo («al Paese serve un mix con un 30% di risparmio energetico, un 20% di fonti rinnovabili fra eolico, biomasse e fotovoltaico, un 50% fra carbone e petrolio perché se gli Usa non costruiscono più nuove centrali nucleari un motivo c'è»).  Ma l'aveva fatto anche come imprenditore: sul litorale romano e su quello versiliese aveva portato l'energia solare negli stabilimenti balneari, le sue società hanno impianti fotovoltaici e eolici in varie zone del Bel Paese. Una avrebbe potuto essere nei pressi di Collesalvetti: il Comune aveva dato l'ok a un progetto che valeva cinque pale eoliche, stoppato però dall'altolà della Soprintendenza.  Con quel progetto nella valigetta era tornato sulla scena livornese nel 2004 (in tandem con un polo servizi in zona interporto). Nel 2008 il ritorno a Livorno non più solo con progetti imprenditoriali ma anche con il ruolo di presidentissimo della Confcommercio provinciale: una chiamata a raccolta in un momento difficilissimo per le casse e per la stessa struttura della storica organizzazione dei commercianti.  «L'aveva fatto per spirito di servizio e perché aveva una gran voglia di contribuire al rilancio della "sua" Livorno», racconta Franco Prunai, al suo fianco come vicepresidente vicario al timone della Confcommercio ma soprattutto «amico fin dalle elementari».  «Enrico aveva casa a Roma ma si sentiva ancora talmente livornese - dice Prunai - da tornare in città quasi ogni settimana per mettere a punto un'idea, pensare a un progetto, immaginare una soluzione. Con un chiodo fisso: era convintissimo che Livorno avesse tutte le carte in regola per una nuova stagione di sviluppo e voleva dare il contributo del figlio illustre che si rifa vivo dopo aver fatto fortuna altrove».  E qui l'ex consigliere Dc ricorda che «Risaliti aveva chiesto a Spil e al sindaco un terreno dove impiantare una fabbrica, una trentina di addetti per il montaggio di pale eoliche». Il colpo più importante l'aveva tentato nel 2009: aveva cercato di rilevare la raffineria Eni di Stagno.  Non è tutto. Altra ipotesi: al mercato ittico fare un ristorante e una "scuola del pesce". Quello del cacciucco doveva essere un pallino da livornese doc: ai campionati italiani di tennis a Roma, dove aveva "sponsorizzato" il campione labronico Pippo Volandri, aveva portato la squadra dell'Aragosta per far assaggiare a tutti un cacciucco come si deve.  Adesso il corpo di Risaliti è nella camera mortuaria del Verano a Roma. Non si conosce ancora la data del funerale, è dato per certo però che il petroliere sarà sepolto a Livorno. Al cimitero della Purificazione, dov'è la tomba del figlio Raffaele (gli altri due sono Edoardo e Eleonora), morto anni fa in un incidente stradale. Chissà se è solo per un capriccio del destino che Risaliti fosse andato a trovarlo giusto martedì scorso.

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