Il Tirreno

Livorno

«Ma noi siamo senza lavoro»

«Ma noi siamo senza lavoro»

Niente assunzione nel nuovo negozio per gli ex Cruce

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LIVORNO. «In bocca al lupo e vinca il migliore». Poche parole che da giorni rimbombano nella testa di Paolo Diotallevi, il 45enne livornese rimasto senza lavoro dopo la chiusura del negozio Cruce di via Ricasoli, alcuni mesi fa. Quella frase pronunciata a fine colloquio dal selezionatore del personale della multinazionale americana Tommy Hilfiger, prima gli era sembrata una rassicurazione poi, invece, è diventata un beffardo annuncio di sconfitta. Paolo, infatti, era convinto di meritare una chance nel nuovo negozio: non per motivi assistenziali, ma semplicemente perché è un bravo venditore. Ma la parlantina, le competenze tecniche e la disponibilità non sono bastate a garantirgli un posto nel nuovo punto vendita.  «Tommy Hilfiger darà lavoro a sei persone - afferma Paolo amaramente - ma al contempo lascerà a piedi quelli che erano occupati nel negozio che c'era prima. Eravamo in quattro e solo io, insistendo, ho avuto un colloquio. Gli altri non sono stati neppure considerati. Mi piacerebbe sapere con quali criteri hanno fatto la selezione». (g.p.)

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