Il Tirreno

Livorno

Livorno, ti dico auguri con 80 love

Juna Goti
Da sinistra Marinella Baronti, Paola Barsotti e Simona Cerrai (via Marradi)
◗
Da sinistra Marinella Baronti, Paola Barsotti e Simona Cerrai (via Marradi)

Da Ciampi a Gigi Balla: storia e ironia scorrono sulle vetrine di via Marradi

3 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. «Livornesi innamoratevi di nuovo di Livorno». Così una commerciante di via Marradi, Marinella Baronti Perla del negozio di abbigliamento Punto Persona, si è inventata un manifesto natalizio che nelle prossime ore sarà affisso in una quarantina di vetrine sparse tra via Marradi e la centralissima via Cambini.  Un lungo e originale biglietto di auguri che nel 150º anno dell'Unità di Italia prova a mettere in fila, tra il serio e l'ironico (e con 16 euro), tutti quegli elementi che almeno nell'immaginario collettivo fanno di Livorno Livorno.  Ci sono labronici illustri: dal fondatore del Telegrafo, Giuseppe Bandi, all'ex presidente della Repubblica, Carlo "Azelio" Ciampi. Livornesi di adozione, come l'indimenticato Gigi Balla, l'orso ballerino del Parterre. Poi pezzi di Livorno che producono, lottano contro la crisi, si trasformano, inventano: porto, teatro Goldoni, «il mi bimbo». Pezzi di città di cui si sente la mancanza: la Fortezza, il bubbocine dove con un biglietto vedevi due spettacoli, il Cantiere, la sbarrata e "variantizzata" Gran Guardia.  E ancora gli zerri sotto pesto, lo 0586 con Aldo Montano incorporato, il classico "e ci' onci" con l'altrettanto labronico "oimmena".  Ogni parola è accompagnata dalla scritta "love": love cacciucco, love Bobo Rondelli, love i surfisti dei Tre Ponti, love il Vernacoliere, «Mario del riovero», l'Ardenza, l'Accademia Navale e Luciano Caluri. Per finire con mercato centrale, mercatino americano, piazza Cavallotti, via Cambini e via Marradi. Perché, come si dice, la pubblicità è l'anima del commercio.  Uno scatolone fatto di tutto un po': non un cartello sofisticato, non una macchietta. Livorno così, di getto. La negoziante che l'ha ideato lavora in via Marradi dal 2003 e fa parte di una famiglia che vive nel commercio da quasi un secolo.  Riservata e di poche parole, Baronti racconta che «l'idea mi è venuta pensando al 150º dell'Unità d'Italia: perché non srotolare Livorno e metterla in vetrina?». Padre livornese, sangue per un terzo ferrarese, piacentino e pisano, riferendosi ai livornesi mischia il "noi" con il "loro": «È una vita che li sento parlare male di Livorno, guardandosi in giro si respira un'idea di lasciato andare, uno spirito di distruzione. Guardi queste strade...». E indica il centro: «Proviamo a coccolarle, a fare qualcosa di bello perché le potenzialità ci sono, ma i risultati non si vedono».  Voglia di scacciare la crisi che anche in questo angolo del centro ha fatto parecchie vittime? «La crisi si sente - risponde - ma le idee, il gusto e lo spirito di iniziativa non costano: per ognuno di questi manifesti abbiamo speso 16 euro». «Per la luminara del prossimo anno - chiude - ci stiamo già attrezzando: l'idea è di spendere meno e meglio. Intanto questa lista di love è una dichiarazione di amore e un augurio alla città».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web