Il Tirreno

Livorno

LA CURIOSITÀ

E dietro quel "love"...

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 In quel "love", in quel simbolo d'amore ripetuto in inglese millanta volte negli auguri che i commercianti fanno alla città dalle loro vetrine, non cercate una strizzatina d'occhio al turista. E' roba che vale a Firenze o a Pisa, che sanno come spennare le mandrie dei turisti. Qui no: anzi, stiano alla larga.  Questi sono gli auto-auguri della città più mangia-yankee e al tempo stesso più "americana": materialismo pragmatico, religione del fitness ma anche dell'abbuffata alimentare, la disponibilità a divorare qualsiasi oggetto tecnologico finisca sul mercato, acquisti a rate e macchinona idem...  Basti ricordare che sono entrate nell'uso parole importate un po' rocambolescamente da quel che abbiamo orecchiato dagli americani che nel dopoguerra avevano fatto di Livorno il centro logistico del Sud Europa: "arondeman" per dire "a volontà", "techeris" al posto di "take it easy", "Tommicche" come personaggio-ovunque invece del vero Tom Mix e via dicendo.  D'altronde, non è forse vero che sul sito web del nostro giornale ha impazzato il "labronic-englis" mentre su Facebook spopola il dizionario inglese-livornese (è una comunità che conta ormai su 3.683 adepti). (m.z.)

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