Gioco
Rapporto regionale presentato in Provincia
Allarme violenza sulle donne aumentano quelle sessuali
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In tanti al Museo di storia naturale 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il terzo rapporto sulla violenza di genere in Toscana, presentato ieri al Museo di storia naturale, parla chiaro: sono sempre di più le donne che decidono di rivolgersi ai Centri antiviolenza. Nel periodo 1 luglio 2010-30 giugno 2011, a recarsi presso le 23 strutture sparse sul territorio regionale, sono state in 1.882, 121 in più rispetto allo scorso anno. Due su tre sono di nazionalità italiana. Se ci sono bambini ad assistere, il numer di denunce è ancora più alto. La percentuale di donne che sporge denuncia in questo caso, sale al 31,8% (contro il 24,8% delle donne senza figli o i cui figli non assistono alla violenza). Il dato della violenza assistita è particolarmente allarmante: sono 999 le donne che si sono rivolte ai Centri dichiarando che i propri bambini avevano assistito alla violenza. Di questi, 1.429 sono minorenni. Analoga tendenza anche sulle denunce di abusi, anche se resta ancora troppo elevato il numero di episodi non segnalati all'autorità. Complessivamente sono stato denunciati 3.562 casi di violenza di vario genere: 1.426 di violenza psicologica (81%), 1.106 fisica (63%), 486 economica (27,5%), 283 stalking (16%), 179 violenza sessuale (10%), 67 molestie sessuali (3,8%) e 15 mobbing (1%). Rispetto al precedente rapporto sono diminuite le donne che dichiarano di aver subito una violenza di tipo fisico (erano il 65%) mentre sono aumentate le violenze sessuali (7,8%) e lo stalking (11%). Nella maggior parte dei casi, le donne hanno o hanno avuto una relazione intima con l'aggressore: nel 62% dei casi si e' trattato del partner, nel 21% dall'ex partner. Nel 10% dei casi e' un parente piu' o meno prossimo, l'8% collega di lavoro, conoscente, datore di lavoro o sconosciuto. «Non dobbiamo ricordarci della piaga della violenza sulle donne solo in occasione delle celebrazioni - ha dichiarato il presidente della Provincia Giorgio Kutufà -, ma come istituzione dobbiamo impegnarci ogni giorno per contrastare questo fenomeno». L.M.
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