Il Tirreno

Livorno

Una lobby dalla parte dei poveri

Il vescovo Simone Giusti
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Il vescovo Simone Giusti

L'idea del vescovo Giusti, oggi incontro in curia

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 LIVORNO. Il vescovo Giusti prende la parola "lobby" e ne rovescia il retrogusto speculativo-affaristico per reinventarla: «Bisogna creare una "lobby dei poveri"». E adesso quell'annuncio si trasforma in un incontro perché «vogliamo fare un gruppo di "affari" a favore dei poveri: come trovargli più case, più lavoro e più sussidi». Appuntamento oggi alle 18 in vescovado. Interverranno: il vicesindaco Luca Bogi, il consigliere comunale Paolo Fenzi, suor Costanza Galli (primario di Cure palliative), monsignor Paolo Razzauti (Pastorale sociale e del lavoro), il diacono Enrico Sassano (Pastorale della carità).  Al centro dell'attenzione l'emergenza casa: «È diventata allarmante proprio in questo periodo», spiega il monsignore-architetto. Per affrontare questo aspetto saranno presenti anche l'avvocato Stefano Taddia, presidente di Casalp, e l'assessore Gabriele Cantù, che in Comune ha la delega al sociale.  Ma una "lobby dei poveri, a cosa serve? Giusti risponde: «A snellire le procedure burocratiche, a trovare il modo di cambiare regolamenti e procedure che portano a un ritardo, ad esempio, nell'assegnazione di case popolari o alle acquisizioni di beni demaniali». E aggiunge: «Riforme a costo zero ma che possono dare un aiuto forte ai più poveri.

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