Gioco
Grassi incontra consiglieri e imprese: «Abbiamo 2 anni per approvarlo»
Revisione del piano strutturale è una corsa contro il tempo
Giorgio Carlini
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LIVORNO. «Il piano strutturale dovrà essere approvato entro la fine del mandato. Altrimenti sarà una sconfitta per tutti». È questa la sfida lanciata dall'assessore all'urbanistica, Mauro Grassi. «Arrivare all'elezione del nuovo sindaco senza un piano definito - prosegue - vorrebbe dire ripartire da zero, avendo speso inutilmente tempo e risorse». In quarta commissione è andato in scena il primo di una serie di incontri preliminari: ieri è toccato alle associazioni di categoria, poi sarà la volta di sindacati e associazioni ambientaliste. «Dobbiamo garantire una cooperazione a 360 gradi - riprende Grassi - sia con le parti interessate che nei rapporti tra Giunta e Consiglio». I rappresentanti delle associazioni (Gabriele Martelli, Confindustria; Giovanni Conte, Confartigianato; Stefano Salvadorini, Lega Cooperative; Massimo Marini, Confesercenti) hanno apprezzato la volontà di ascolto, auspicando che non ci sia una successiva chiusura. Critici alcuni consiglieri. «Tocca alla commissione fissare i paletti - fa presente Gianfranco Lamberti (Confronto) - prima che lo facciano altri, come nel caso di via Grande». «È un meccanismo incomprensibile - sottolinea Marco Taradash (Pdl) - Di cosa si discute se non c'è una proposta politica?». Se la modalità divide, la tempistica del piano mette tutti d'accordo, ma in negativo. I consiglieri sono scettici sulla scadenza prevista dall'assessore. «Se approverete il piano strutturale in due anni, offrirò una bottiglia di champagne a tutti i membri del Consiglio», ironizza Bruno Tamburini (Pdl). «Anche limitandoci ai soli tempi tecnici - aggiunge Marco Cannito (Città Diversa) - il voto arriverà comunque dopo i primi mesi del 2014». Preoccupati in questo senso anche Lamberto Giannini (Sel), Vladimiro Del Corona (Pd), e Salvatore Capuozzo (Udc), che indica nella guerra interna al centrosinistra un ulteriore ostacolo. «Il piano del traffico doveva essere una prerogativa al piano strutturale - ricorda Marcella Amadio (Pdl) - invece a oggi è un piano - confusione». «Si parla della compenetrazione tra porto e città - chiude - ma non viene fatto nulla. L'amministrazione è caratterizzata dall'immobilismo. Dobbiamo partire piuttosto con idee chiare per non stravolgere i piani e non farsi prendere ancora una volta dalla "variante-mania"».
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