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«Morosi per l'Ici» Ma uno su dieci aveva già pagato
Federico Lazzotti
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AVVISI Per il pagamento dellIci non versata 3 MINUTI DI LETTURA
LVIORNO. Sono stati bollati come «morosi» per non aver pagato l'Ici, ma uno su dieci aveva già versato la somma dovuta, tanto che un esercito di oltre mille proprietari di casa si è presentato nell'ufficio per la riscossione di via Marradi per dimostrare di essere in regola. Un pasticcio che affonderebbe le sue radici nella precedente modalità di riscossione dei tributi, tanto che il Comune l'ha rivoluzionanta dopo gli anni in cui aveva esternalizzato il servizio a Equitalia. L'agenzia, infatti, fino a tre anni fa, si occupava di incassare i soldi per poi girali nelle casse dell'amministrazione. Un sistema che - confermano dal Comune - non avrebbe dato i frutti desiderati. «Fino al 2008 Equitalia aveva un solo conto corrente nel quale affluivano tutti i pagamenti effettuati dai cittadini per i comuni della provincia di Livorno convenzionati». E questo sistema avrebbe rallentato il successivo versamento da Gerit alle casse delle singole amministrazioni. Tanto che all'inizio del 2008 la stessa agenzia aprì un conto per ogni Comune nel quale, successivamente, affluiva il denaro. Questo velocizzazione non è però bastata al Comune per prolungare il contratto, tanto che dal 2009 le riscossioni dei tributi, Ici inclusa, sono tornate nelle competenze dell'assessorato alle finanze. È in questo periodo che gli impiegati hanno chiesto a Gerit la lista dei morosi, vale a dire le persone che risultavano ancora insolventi per il pagamento dell'Ici. Quando in Comune è stato aperto il file richiesto sono saltati fuori quasi 12mila nominativi, 11972 per la precisione. A quel punto sono partiti gli avvisi per il pagamento degli arretrati, per lo più imposte che si riferivano agli anni tra il 2006 e il 2008. I cittadini che hanno aperto la raccomandata con la richiesta degli arretrati hanno subito fatto una cosa: sono andati in qualche cassetto della loro casa a cercare la cedola che poteva dimostrare l'avvenuto versamento dell'imposta. Risultato? Sulle quasi dodicimila richieste, dalle quali il Comune ha poi incassato qualche milione di euro, una su dieci è risultata infondata. Vale a dire 1266 contribuenti hanno trovato il bollettino con con l'avvenuto pagamento dell'imposta. «La casistica dei "falsi" morosi è molto ampia - spiegano dal Comune - ad esempio si è presentato da noi un proprietario di casa che aveva pagato al posto del padre perché quest'ultimo era deceduto e quindi risultava moroso». La maggior parte dei cittadini in buona fede è andato all'ufficio per la riscossione prima di pagare, ma altri hanno prima fatto il bonifico e trovato il bollettino solo in un secondo momento. Come Roberto Pagni. «Ero sicuro di aver pagato - racconta il pensionato - ma prima di incorrere in sanzioni più pesanti ho scelto di versare di nuovo l'imposta con la mora». Adesso il Comune ridarà al signor Pagni buona parte di quello che ha pagato senza doverlo. Il dubbio è che altri contribuenti quel bollettino anche se lo hanno pagato non lo troveranno più. Il giallo riguarda invece il perché oltre mille persone in regola siano finite nella lista dei morosi.
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