Il Tirreno

Livorno

Gulì (Pd): i seggi non sono un ufficio di collocamento. Amadio (Pdl): l’unico criterio è la competenza

Tramonti: sorteggiamo gli scrutatori

Tramonti: sorteggiamo gli scrutatori

Ma la proposta a sorpresa spacca la commissione e crea malumori trasversali

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 LIVORNO. Di fumo ne è salito in cielo parecchio, ma di consiglieri comunali che avessero davvero voglia di spegnere le fiamme alla fine se ne sono visti pochi. Adriano Tramonti (Pd), che supportato da Marco Cannito (Città Diversa) ha chiesto di procedere al sorteggio preventivo prima della nomina, Lorenzo Del Lucchese (Idv) che appoggiato da Gianfranco Lamberti (Confronto) ha chiesto di stabilire criteri più precisi per selezionare i candidati.  Gli altri consiglieri, dal Pd al Pdl, hanno usato sfumature diverse per dire che «non c'è motivo di cambiare lo status quo, fino a oggi la commissione elettorale ha fatto un buon lavoro». Come a dire: continuiamo a nominare sostenitori e conoscenti. Quelli «più competenti», sia chiaro...  Ieri pomeriggio il presidente Cannito ha riunito la commissione affari istituzionali per discutere il caso degli scrutatori elettorali scoppiato dopo che Tramonti si è lasciato andare a qualche "suggerimento" di troppo su Facebook: «Chi fosse interessato deve recarsi entro il 30 novembre all'ufficio elettorale, una volta iscritto all'albo me lo comunica e provvederò a farlo nominare». La discussione è arrivata due settimane fa in consiglio con l'impegno di capire se fosse possibile stabilire criteri di nomina più oggettivi, considerando che la legge Calderoli ha eliminato (dal 2005) il sorteggio.  Dopo avere chiarito che la commissione elettorale formata da tre consiglieri comunali (due di maggioranza, uno di opposizione) agirà comunque in piena autonomia, l'assessore Bruno Picchi ha tracciato una possibile via d'uscita: stabilire che gli scrutatori saranno al 50 per cento uomini e al 50 per cento donne, non tenere in considerazione tutti coloro che pur essendo iscritti all'albo hanno già rinunciato per più di due volte, definire un tetto di età (ad esempio 35 anni), «ma potrebbe essere eccessivamente discriminante».  Gli iscritti all'albo livornese degli scrutatori sono ben 6154: ogni volta che ci sono le elezioni ne servono al massimo un migliaio, che hanno diritto a più di cento euro al giorno. A nominarli sono i commissari (quindi i partiti). «Inutile stabilire criteri che poi saranno comunque discrezionali - ripete Tramonti che non ci sta a fare la vittima sacrificale - perché non fare un patto politico, tirare a sorte e solo dopo nominare?». Una possibilità, come chiarisce Picchi (comunque scettico per eventuli ricorsi) ci sarebbe: i commissari potrebbero fare un sorteggio preventivo tra gli iscritti all'albo e poi nominarli, rispettando le proporzioni tra maggioranza e opposizione. Ma i consiglieri che ne pensano?  Marcella Amadio (Pdl) dice che «finora ha sempre funzionato tutto bene, perché cambiare? Semmai assicuriamoci che gli scrutatori siano adeguatamente preparati per evitare pasticci». Massimo Gulì (Pd) sostiene che «i criteri più importanti sono conoscenza e competenza, d'altra parte i seggi non sono mica uffici di collocamento. Se fino a oggi è stato fatto un buon lavoro...». Poi Bruno Tamburini (Pdl) ci mette il carico: «Smettiamola di fare le vergini nel casino. Ha sempre funzionato così, i nomi ai commissari vengono dati dai partiti di riferimento. Io sono uno di quelli che ha passato il fogliettino, lo ammetto: tre nomi, ma non mi hanno considerato. Il problema, con Tramonti, è che non ha fatto pubblicità al partito, ma a se stesso, facendo promesse senza essere commissario. Se non avesse scritto su Facebook avremmo continuato come abbiamo sempre fatto. E onestamente non vedo altre soluzioni». Come volevasi dimostrare...  Intanto la commissione elettorale, con in testa Del Lucchese, si riunirà a dicembre per valutare le proposte e prendere una decisione. Di certo sembra esserci solo l'esclusione di chi ha già rinunciato troppe volte. E il sorteggio? Forse, per qualcuno, farebbe più danni di Facebook... J.G.

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