Gioco
IL CASO DEL BANDO
«Sto con Grassi però non basta il parere dei tecnici»
Andrea Romano Capogruppo Idv in Comune
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LIVORNO. La replica dell'assessore Mauro Grassi al consigliere del Pdl Marco Taradash sul bando per il piano strutturale, pubblicata due giorni fa dal Tirreno, ha aperto un ampio dibattito nelle stanze della politica e sui siti Internet. Sul blog dell'ex sindaco Gianfranco Lamberti (Una finestra su Livorno) a discutere sono stati anche alcuni consiglieri comunali di maggioranza. Tra questi il capogruppo di Idv, Andrea Romano, che riflettendo sul ruolo dei tecnici e dei politici alla fine dice «sto con Grassi, ma...». Che dire della risposta dell'assessore Grassi? Ovviamente, se non credessi nell'onestà della compagine politica che amministra la città, non potrei stare in maggioranza. Invece ci sto. Tuttavia: 1) non sono sicuro che il "livello minimo" di fatturato richiesto dalla legge per gli appalti di lavori pubblici sia lo stesso anche per prestazioni professionali di carattere meramente concettuale, intellettuale, qual è la stesura di un piano strutturale. Controllerò; 2) dice Grassi: «I tecnici, e autorevolmente il segretario generale, hanno dato tutte le rassicurazioni richieste». Mi dispiace - dico io - ma i pareri tecnici non sono affatto a prova di bomba, come dimostrato da tutti i pasticci che si sono verificati nei decenni, dal Lodo Fremura per finire al Limoncino e alle innumerevoli cause perse dalle amministrazioni pubbliche di questo paese. Fidarsi ciecamente del parere di un tecnico sulla bontà di un atto steso dallo stesso tecnico mi sembra un po' superficiale. Chiedere all'oste se il vino è buono? L'errore ci può sempre stare, nessuno è Dio in terra e fidarsi ciecamente è sbagliato¸ 3) ancora Grassi: «D'altronde sono loro che dovranno gestire il bando, che faranno le valutazioni e che, alla fine, sceglieranno la proposta migliore. Insomma noi "politici", io e anche il sindaco, che tanto ha voluto un bando di qualità "europea", siamo fuori da ogni potere valutativo e decisionale». Sì - dico io - ma non c'è un muro insonorizzato tra tecnici e politici, tant'è vero che i tecnici sono nominati dai politici, e scusate se è poco. A parte queste precisazioni di carattere generale, sono con Grassi nell'invitare Taradash e le opposizioni a un contributo costruttivo di idee, senza per questo voler limitare il loro sacrosanto potere di controllo, che non deve sconfinare nell'urlare accuse infamanti a caso (quella di pilotare un bando lo è!! Non è come dire "c'è un errore", è ben diverso), ma che non può neanche fermarsi di fronte al parere dei "tecnici", che l'avvento del governo Monti non ha reso di certo infallibili per definizione, come i Papi del Medioevo.
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