Il Tirreno

Livorno

Nuovi controlli il radon sfratta il Centro impiego

Gianni Parrini
Il Centro per l’impiego di via Galilei
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Il Centro per l’impiego di via Galilei

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 LIVORNO. Il radon sfratta il Centro per l'impiego. Da domani il servizio sarà attivo ai piani superiori di palazzo della Gherardesca e in parte a palazzo Granducale, sede della Provincia. È questa la novità più importante delle ultime 24 ore, che fa seguito ai due giorni di chiusura al pubblico (ieri e oggi) stabiliti martedì sera.  Il provvedimento si era reso necessario per permettere ai tecnici di Arpat di eseguire ulteriori rilevazioni sulle concentrazioni del temibile gas in alcuni locali dell'attuale sede. La decisione di spostare il servizio arriva in conseguenza della nota che i sindacati avevano presentato al presidente della Provincia Giorgio Kutufà: «Avevamo chiesto chiarimenti sui dati emersi a inizio mese che parlavano di elevati livelli di gas radioattivo registrati nel corso di un'indagine di Arpat svolta nel 2008/2009 - spiega Marco Menicucci, segretario provinciale della funzione pubblica per la Cgil - In questi 20 giorni i dipendenti hanno lavorato con grande serietà ma con la preoccupazione derivata da queste notizie. La decisione di metterli in ferie forzate per la chiusura del centro ci sembrava punitiva del loro comportamento e oltretutto avrebbe penalizzato gli utenti in un periodo molto caldo sul fronte occupazionale. Pertanto i dipendenti hanno preferito recarsi a lavoro e organizzare il trasferimento del servizio che da venerdì sarà svolto in altri locali, nell'attesa che i vecchi uffici siano resi sicuri con adeguate contromisure».  Dalla Provincia fanno sapere che oggi verranno comunicati ufficialmente gli spostamenti degli uffici, le sedi previste per i vari servizi e gli orari.  Domani, invece, si terrà un incontro tra rappresentanze sindacali, dirigenti, amministratori e dipendenti, i quali si confronteranno con i tecnici di Arpat e con il medico che la Provincia ha incaricato di avviare un protocollo di sorveglianza sanitaria, che permetterà di sottoporre tutti i lavoratori a visite mediche per capire se l'esposizione al radon ha influito sulla loro salute.  La preoccupazione, infatti, riguarda soprattutto il periodo intercorso tra l'indagine di Arpat (2008/09) e la diffusione dei risultati (ottobre 2011): «Suscita perplessità che richiede chiarimenti - scrive Sel in un comunicato relativo alla vicenda - che i dati rilevati nel 2008/2009 siano stati resi pubblici solo in data 3 ottobre 2011 al Comune di Livorno e in data 11 ottobre 2011 alla Provincia di Livorno, dato che l'esposizione prolungata a livelli così significativi di gas radon comporta rischi per la salute umana».  Secondo i dati rilevati dall'indagine, la sala riunioni al pian terreno del palazzo della Gherardesca fece registrare una concentrazione media annua di radon di 899 becquerel per metro cubo. In pratica il triplo del limite di 300 oltre il quale il gas è nocivo.

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di Redazione web