Sicurezza
«Statua lacrima sangue». È beffa
Federico Lazzotti
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STATUA DELLA MADONNA Rappresenta la Vergine miracolosa Il parroco chiama il vescovo perché intervenga e lui la fa chiudere in soffitta
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LIVORNO. Il miracolo dello scetticismo va in scena una mattina di luglio quando il cellulare del vescovo, in vacanza in montagna, comincia a suonare. Dall'altra parte la voce concitata di un parroco incalza: «Monsignore, una statua lacrima sangue venga subito in chiesa a vedere». Ma il vescovo non fa un piega e scopre la beffa. In che modo lo ha raccontato lo stesso Simone Giusti durante la messa al santuario di Montenero in onore della Virgo Fidelis, protettrice dei carabinieri e parlando dell'importanza dello scetticismo anche da parte dei credenti. Prima di ripetere la storia davanti alle telecamere di Granducato. «Durante la telefonata- ricorda - il parroco mi ha racconto di aver fatto quella scoperta durante un giro per la chiesa e di aver visto del sangue vicino ai ceri accesi. Insisteva perché tornassi in città e andassi a verificare di persona. Ma in certe situazioni i primi scettici devono essere proprio gli uomini di chiesa. Così invece di andare a vedere che cosa era successo - prosegue Giusti - ho detto al parroco di prendere la statua e chiuderla in soffitta. Lui era dubbioso. Mi ha detto: "Ma se è un segno del Signore?" Gli ho risposto che quello era stato solo il modo migliore per verificare se qualche buontempone si era divertito a farci uno scherzo. Anche perché, se Dio vuole darci un segnale, ha tutti i mezzi per farlo. Dio fa cose straordinarie quando vuole farci sentire la sua presenza e se quello fosse stato un segno della sua volontà sotto la statua avremmo trovato un bozzo di sangue». Invece quando il parroco, dopo alcune settimane è tornato in soffitta, ha aperto l'armadio nel quale era stato chiuso e custodito il sacro cuore e ha potuto constatare che non c'era alcun segno della presenza di altro sangue intorno alla statua. Un burlone si doveva essere intrufolato nella chiesa qualche giorno prima della scoperta per poi spargere del liquido rosso, forse proprio del sangue, intorno alla statua. Tanto è bastato per allarmare il parroco che appena ha visto quel presunto miracolo ha subito chiamato il vescono Giusti, in quel periodo in vacanza sulle Alpi Apuane. «Per qualche mese - va avanti il monsignore - abbiamo tenuto la cosa nascosta. Abbiamo chiuso il Sacro cuore in soffitta per non dare un falso allarme. Poi quando abbiamo avuto la certezza che non si trattava di un miracolo ma di una beffa abbiamo pulito la statua e la abbiamo rimessa al suo posto». Il vescovo nonostante siano passati due anni da quella mattina del luglio 2009 preferiesce non svelare quale parrocchia livornese sia stata protagonista dello scherzo, l'ultima di una lunga serie che ha visto Livorno protagnista di burle passate alla storia, a cominciare dalle false teste di Modigliani. Stavolta non sono serviti trapani e una trasmissione televisiva per accertare che si trattasse di una beffa. È bastato lo scetticismo del vescovo e quella frase detta una mattina di due anni fa da un rifugio di montagna. «Chiudetela in soffitta, se è davvero un segno di Dio sul pavimento ci farà un bozzo». Invece era uno scherzo e la statua è tornata al suo posto lavata e lucidata.
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