Gioco
Kutufà dopo il flop del bando per i giovani
«La crisi scoraggia tanti e c'è paura di fare impresa»
Giorgio Carlini
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Il presidente Giorgio Kutufà 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. A.A.A. Giovani imprenditori cercansi. Il bando indetto nel maggio scorso dalla Provincia aveva l'obiettivo di incentivare i ragazzi compresi tra 18 e 35 anni ad avviare un'attività sul territorio. Al contrario, ha rivelato un quadro più che mai preoccupante. Le domande sono state solo 18, di cui 5 scartate per mancanza dei requisiti richiesti. Dunque, dei 500 mila euro messi a disposizione, solo 285 mila saranno distribuiti alle 13 nuove imprese (cui spetterà fino a un massimo di 25 mila euro). Di queste, 7 sono situate in città, 6 nella provincia di Livorno; 9 sono imprese individuali, 4 cooperative. Metà finanziamento sarà erogato venerdì prossimo, con la firma della convenzione, l'altra metà dopo le rendicontazioni sugli investimenti effettuati. I 215 mila euro non assegnati finiranno nell'avanzo di amministrazione. Giorgio Kutufà ha rinnovato i complimenti ai neoimprenditori, ma non ha nascosto le perplessità per il risultato della gara. Due, secondo il presidente della Provincia, i motivi principali che hanno pesato sul numero ridotto di domande. Il primo riguarda alcune decisioni interne: i requisiti, ad esempio, si sono dimostrati troppo rigidi. «Era richiesta innovazione e un'attività non ancora iniziata - ricorda Kutufà - Questo ha tagliato fuori molti interessati. In più la comunicazione non è stata estesa a sufficienza». L'altro fattore è il perdurare della crisi economica che scoraggia qualsiasi iniziativa individuale. E Kutufà porta un altro esempio: «Presso i centri per l'impiego della Provincia, grazie al Fondo Sociale Europeo, è in funzione un progetto di sostegno per chi vuole avviare un'attività, rivolto a tutti i disoccupati (senza distinzione di età). Si tratta di un sistema completamente gratuito, che segue passo dopo passo gli aspiranti imprenditori. Ebbene, i numeri sono impietosi. In un anno e mezzo 777 persone si sono rivolte allo sportello. Di queste, 618 hanno partecipato ai corsi di formazione; 424 erano presenti agli incontri individuali. 56 hanno creato un progetto aziendale. Infine, solo 19 hanno cominciato un'attività in concreto». Tutto ciò dimostra quanto sia difficile far entrare nuove imprese nel sistema. Sebbene il bando della Provincia dimostri la volontà dell'amministrazione di sostenere l'autoimprenditorialità, il giudizio non può essere del tutto positivo. Anzi: «Non sappiamo se l'esperienza sarà ripetuta - conclude Kutufà - Sicuramente garantiremo interventi di sostegno, ma non sappiamo ancora con quali modalità. Di certo l'incentivo a ripetere questo progetto non c'è stato. Ci sarà una riflessione al riguardo, per il futuro andranno quantomeno riviste le condizioni di ammissione».
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