Sicurezza
Il ritratto della famiglia: «Persone unite che adesso non vanno lasciate sole»
Jackie non piange e fa l'uomo di casa
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LIVORNO. Gianluca non piage e fa l'uomo seduto su una sedia di plastica bianca vicino alla salma di suo padre. Sull'altare si alternano amici e colleghi di Nanni e raccontano di suo padre che ride, che insegna che vince. Suo fratello Giacomo ha un fazzoletto in mano e gli occhi rossi, lui tiene gli occhi fissi e le mani legate a quelle di un'amica che gli è vicina. Diceva suo padre di lui commentando una foto di un paio di anni fa: «Questo è il grande Jackie, capellone. È il nostro primogenito, giovane maestro Wing-Tzun, nonché rubacuori». Da suo papà ha preso l'altezza, a 15 anni sfiora il mentro e ottanta, e un fisico da atleta, buono per tutti gli sport ne volesse fare uno qualsiasi. «Adesso dovrà fare l'uomo di casa», dice una parente guardandolo mentre si alza in piedi: jeans, felpa scura, scarpe Converse e passata nera per tenere i capelli all'indietro. «Con i suoi figli Giovanni era sempre disponibile - raccontano gli amici - li portava dappertutto: erano il suo orgoglio e la sua speranza». Le vacanze, lo stadio a vedere l'Inter, i viaggi sulla neve, il mare. Giacomo che corre sulla fascia sognando di diventare un misto tra Mario Balotelli e Cristiano Ronaldo e che ora si copre il viso quando la telecamera si fa più vicina, Jackie che si affaccia con gli occhi sull'adolescenza e si appoggia con la testa allo schienale trovando il sostegno degli amici. «Una famiglia unita e sorridente», la descrivono. Con Laura, moglie innamorata e infermiera in ospedale, che quando Nanni venne mandato a Pinerolo dopo aver vinto il concorso nei vigili del fuoco, anno 1990, andava in treno in Piemonte a trovare il fidanzato e restava anche per due settimane. «Sono passato dal distaccamento poco tempo fa e il comandante mi ha chiesto di Giovanni», racconta Fabrizio Ceccherini guida della Caserma per oltre vent'anni. «Perché era una persona che si faceva voler bene: solare simpatica sempre pronta ad aiutare gli altri. Ora che sono rimasti soli vanno aiutati». La fila degli amici che vanno verso Laura, Giacomo e Gianluca si ingrossa. Si stringono mani. Cade qualche lacrima. Gianluca ha gli occhi fissi e fa l'uomo di casa.
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