Toscana
Wass, allarme del sindacato
Mauro Zucchelli
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WASS. Nello stabilimento fa ingresso la delegazione con linviato della Commissione europea, Dirk Ahner Finmeccanica travolta da Borsa e inchieste, sos dalla Cgil
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LIVORNO. «All'interno dello stabilimento c'è una grandissima preoccupazione: spero che il nuovo governo prenda di petto la questione e intervenga». Enrico Pedini, numero uno dei metalmeccanici Cgil, fissa con timore lo sguardo sul destino dello stabilimento che in via del Levante produce siluri: il timore riguarda i circa 400 dipendenti (in buona parte laureati) più altrettante nell'indotto. L'allarme del sindacato arriva nel giorno in cui - mentre la Wass cerca di far dimenticare i guai presentandosi all'inviato speciale della Commissione europea, Dirk Ahner, direttore generale delle politiche comunitarie - il nome del presidentissimo (livornese) della capogruppo Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, torna sotto i riflettori della bufera giudiziaria perché il nuovo round dell'inchiesta sugli appalti Enav ha portato a nuovi clamorosi arresti. Anche dalla Borsa non arrivano notizie rassicuranti: venerdì Piazza Affari ha chiuso con Finmeccanica quotata a 3,214, ultimo capitombolo di una settimana di passione in cui ha lasciato sul terreno il 28,3% del proprio valore in appena cinque giorni. Siamo al minimo storico dell'ultimo quinquennio: lontani anni luce da quando - fino all'estate di tre anni fa - il titolo volava oltre quota 16, cioè cinque volte più di adesso (ma è sufficiente andare a ritroso di appena sei mesi, fino al maggio scorso, per trovare quotazioni che sono il triplo dello standard attuale). Ce n'è a sufficienza per suggerire ai vertici nazionali dei metalmeccanici Cgil di convocare un attivo a tambur battente per fine mese: chiamati a raccolta i delegati di tutta la galassia Finmeccanica. «Peccato, - afferma il dirigente sindacale livornese - perché, per quanto nessuno possa negare che si tratti di una produzione per scopi militari, è una azienda che dal punto di vista tecnologico ha un know how di primissima importanza e questo patrimonio di sapere potrebbe aprire nuove prospettive legate invece a prodotti civili». Già, perché la Wass ha alle spalle un accordo con le istituzioni locali e la Scuola superiore Sant'Anna per utilizzare lo Scoglio della Regina come laboratorio per le proprie ricerche relativamente a un nuovo "robot intelligente" in grado di captare i vari elementi dell'inquinamento marino. La lettera inviata dall'amministratore delegato Renzo Lunardi al sindaco nelle scorse settimane (e resa nota nell'ultimo consiglio comunale dall'assessore Picchi) è stata interpretata come un doppio motivo di allarme. L'uno: il dietrofront rispetto ai propositi di espansione dello stabilimento, che avevano indotto la Wass prima a sollecitare dal Comune la necessaria variante urbanistica e poi, viceversa, a dribblare le telefonate di Palazzo civico una volta che l'iter era pronto. L'altro: è l'azienda stessa a dire che a Livorno sta concentrando gli sforzi per mantenere i livelli occupazionali esistenti. «Anche il Comune credo abbia qualche colpa per la lentezza con cui ha dato corso alla variante», dice Benedetto Tuci, numero uno provinciale dei dipietristi Idv, partito particolarmente attivo sul fronte Finmeccanica (con Lannutti che ha presentato una interrogazione sui rapporti con Lavitola e Evangelisti che ha suonato il campanello d'allarme per il futuro del sistema toscano delle controllate): «Se la casa-madre entra in fibrillazione, è chiaro che anche le società del gruppo ne risentono. L'auspicio è che Finmeccanica trovi una nuova "testa" meno compromessa con il potere berlusconiano, così che anche tutta la sua galassia riprenda respiro».
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