Il Tirreno

Livorno


Il Comune corre in difesa del bando «Polemica inutile, è tutto in regola»

Alessandro Guarducci
Il Comune corre in difesa del bando «Polemica inutile, è tutto in regola»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Gran consulto ieri mattina a Palazzo Civico sul bando di gara per l'affidamento della redazione della revisione del piano strutturale. Dopo le accuse mosse dal leader del Pdl Marco Taradash, i legali e i tecnici del Comune - incaricati dall'assessore Mauro Grassi - hanno controllato il testo del bando e alla fine hanno convenuto che è tutto a posto. Eppure i dubbi restano. «Stupisce davvero una polemica come quella sollevata dal consigliere Taradash - scrive il segretario generale Antonio Salonia - Il consigliere afferma che si profilerebbe un'assegnazione "ad personam" perché sul bando viene richiesto come requisito per l'affidamento dell'incarico un fatturato di 3.550.000 euro. Ebbene, sarebbe bastata semplicemente una telefonata agli uffici del Comune, per scoprire che quella cifra è stata calcolata sulla base delle normative vigenti».  «Infatti - prosegue Salonia - l'articolo 263, I comma, lettera A del Dpr 5-10-2010 n. 207 (il regolamento attuativo del codice dei contratti), prevede come requisito obbligatorio per partecipare a questo genere di gare, un "fatturato globale per servizi espletati negli ultimi cinque esercizi antecedenti la pubblicazione del bando, per un importo variabile tra 2 e 4 volte l'importo a base d'asta". Bastava poco per scoprire che la cifra di 3.555.000 euro corrisponde esattamente a tre volte l'importo della base d'asta della gara per il nuovo Piano regolatore, che è di 1 milione e 185mila euro più Iva e oneri di legge. Tre volte l'importo della base d'asta è una cifra media tale da garantire la qualità della progettazione».  Caso chiuso, dunque? Forse. Perchè qualcuno potrebbe obiettare che la base d'asta - poi moltiplicata per tre - l'ha stabilita proprio l'amministrazione comunale, determinando così l'importo richiesto per la fatturazione. Ma il segretario del Comune ha insistito su un'altra questione.  «Il fatto poi che sul bando non sia esplicitamente scritta la parola "almeno" 3.550.000 euro, non ne cambia il senso - prosegue Antonio Salonia - in quanto per legge, quando si indica una cifra per la partecipazione ad una gara, si intende come requisito minimo. E quindi in sede di gara non si possono escludere ovviamente i soggetti con un fatturato superiore: una esclusione sarebbe un eccesso di potere ed anche una illogicità manifesta. Tutto ciò si evince a maggior ragione anche leggendo gli altri punti del bando concettualmente simili dove si cita, questo per maggiore chiarimento, che l'importo deve essere "almeno" quello indicato nel bando». Appunto: perchè a proposito dell'importo della fatturazione non è stato usato "almeno"?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web