Il Tirreno

Livorno

Genovesi: patologia occulta anche alle visite sportive

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 LIVORNO. «La medicina è una scienza imperfetta. Un disturbo del ritmo cardiaco magari causato da una malformazione che non era stata diagnosticata, lascia poco scampo, anche se il paziente è giovane e sportivo e si prestano soccorsi veloci. Diciamo che il cuore si muove, ma il sangue non circola, si può fare poco».  Il commento del dottor Francesco Genovesi, responsabile dell'emergenza 118 dell'Asl 6, sulla morte di Giovanni Castelli, è lapidario. «Le persone - prosegue - pensano che la medicina sia una scienza matematica esatta. Purtroppo non è così, si va avanti con statistiche ed esperienze. E non è detto che gli esami, anche i più accurati, riescano a rivelare una patologia».  Così deve essere stato anche per il vigile del fuoco, ex pallavolista. Perché di visite sportive, avendo giocato in serie A2, deve averne fatte tante. «È vero che la cosa migliore è la prevenzione - spiega ancora Genovesi -, che però ha un limite. Gli esami per le visite sportive implicano analisi del sangue, delle urine, elettrocardiogramma, magari anche tracciato sotto sforzo ed eco-cuore. Ecco questi esami possono non servire ad indentificare malformazioni importanti che causano aritmie e successivo infarto».

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di Redazione web