Petizione-denuncia alla Guglia: «Non ne possiamo più, abbiamo paura per i nostri figli»
Trecento contro lo spaccio
Lara Loreti
◗
LOBELISCO. Panoramica della Guglia, simbolo del quartiere Mamme-pusher con la droga nella carrozzina
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Passeggiano con la carrozzina, con il bebè a sedere beato. A un tratto incrociano un magrebino o un tossico livornese. Afferrano qualcosa dalla parte bassa del passeggino: scambio. E poi proseguono come nulla fosse. Mamme-pusher vittime della droga a Fiorentina. Altre persone si bucano appoggiate ai cassonetti o alle auto. Lo spaccio alla Guglia è all'ordine del giorno. E i residenti non ne possono più: hanno raccolto 300 firme per dire basta al degrado e rilanciare il quartiere. E hanno preparato un esposto. Scene così sono parte integrante della vita dello storico quartiere popolare e molto popoloso della zona nord della città. Avviene tutto alla luce del sole, di giorno, in particolare nel primo pomeriggio, orario preferito dai tossici. Le siringhe continuano a riempire lunghi tratti del parco delle mura Lorenesi, ma anche gli angoli della piazza Barriera Garibaldi. «Li vedi anche alle 14, buttati su un cassonetto o nascosti dietro qualche auto in sosta - dice un residente, promotore della petizione - Poi, da quando ha chiuso il circolo Divo Demi (prima punto di riferimento per lo zoccolo duro di tossici e spacciatori del quartiere), queste persone si concentrano in altri bar e locali della zona». E se di giorno lo spaccio è routine, la situazione non migliora molto di notte quando è più facile assistere a scene di notevole degrado. «La sera succede un po' di tutto, soprattutto nell'area che gravita intorno a queste attività commerciali - continua il cittadino - Ed è allora che spesso i tossici, pieni di roba, fanno confusione, si sentono male, gridano e di fatto disturbano la quiete di chi invece si ritrova a casa con la famiglia e vorrebbe stare tranquillo». Ne sa qualcosa un babbo di 45 anni che da sempre sta alla Guglia: «Io ho due figli, uno è piccolino, l'altro ha 18 anni. Il primo non mi fido neanche di mandarlo a prendere il pane perché ho paura. Ma ho timore anche per l'incolumità del più grande: ogni volta che esce, ho il batticuore. E così gli dico di chiamarmi prima di rincasare e lo aspetto alla finestra, a qualsiasi ora». Quasi ogni giorno, tra gente vittima di malori e movimenti sospetti, ambulanze e pattuglie delle forze dell'ordine si recano a Fiorentina. L'ultimo episodio qualche sera fa. Lo racconta un residente: «Ero a casa quando ho sentito urlare. Mi sono affacciato e ho visto una ragazza con in mano una cassetta molto grande di birre vuote: urlava mentre le lanciava contro auto, vetrine e finestre. Così ho chiamato la polizia. È arrivata una pattuglia che l'ha identificata, tuttavia lei s'è sentita male ed è quasi svenuta. Ho saputo poi che era in preda a una crisi dovuta all'assunzione di droga». E purtroppo sono frequenti anche episodi legati ai reati contro il patrimonio, furti in testa, ma anche scippi e qualche rapina. «Il furto più frequente - dice una ragazza che abita nel quartiere - è quello di carburante. Questa gente, notte tempo, forza i serbatoi degli scooter e li svuota. A me è successo più volte e anche ad alcune mie amiche». È così che, da una esasperazione generale, è partita l'iniziativa di raccogliere firme e di presentare un esposto alla questura, al sindaco, alle forze dell'ordine, al procuratore della Repubblica e al prefetto. Nel documento vengono descritti ne dettaglio le zone più a rischio, i negozi malfrequentati e gli episodi più gravi. «Ovviamente noi residenti evitiamo di intervenire - si legge nel documento a cui sono allegate le firme, per ora 300 - perché temiamo per la nostra incolumità. Tale situazione però rischia di degenerare da un momento all'altro perché ognuno di noi non riesce più a sopportare questo stato di cose. Chiediamo per questo un sollecito e rapido intervento affinché il quartiere riesca a raggiungere la sua tranquilla vivibilità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
