Gioco
Rifiuti, altolà di Sel all'ingresso dei privati
Federica Boldrini
Mercoledì incontro in circoscrizione. Ghilarducci: niente società mista
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LIVORNO. "Verso rifiuti zero": è il titolo dell'iniziativa presentata ieri da Sinistra Ecologia e Libertà che si terrà mercoledì alle 17.30 in circoscrizione 1. La presentazione dell'incontro, a cui prenderanno parte Mario Lupi (presidente nazionale Sel) ed Eugenio Baronti (responsabile nazionale Sel per i rifiuti), è stata l'occasione per il segretario Andrea Ghilarducci di ribadire la posizione del partito che si dice «contrario all'affidamento della gestione dei rifiuti a una società mista pubblico-privato». Il motivo? «Dobbiamo garantire ai cittadini la continuità con quanto è emerso dai referendum del 12 e 13 giugno, dal momento che la questione dei rifiuti rientra nei beni comuni e non può perdere il ruolo pubblico a vantaggio dei privati». Una posizione contraria alla direzione che l'amministrazione comunale sta perseguendo dal momento che ci si avvia verso l'approvazione di una società di gestione a struttura mista pubblico-privato. Per contrastare l'andamento del resto della maggioranza e quindi per «sfidare il Pd - dice Ghilarducci - su un terreno così importante abbiamo preparato un ordine del giorno che il consigliere Lamberto Giannini ha già presentato». Così è già accaduto al Comune di Rosignano, dove il consigliere di Sel, Nerina Monti, ha incassato una bocciatura (sostenuta soltanto da Idv e Federazione della Sinistra). Il contenuto dell'ordine del giorno è chiaro: «Chiediamo all'amministrazione di sostenere la costituzione di un'azienda pubblica dell'Ato che mantenga, attraverso aziende speciali, un'articolazione territoriale aziendale a rete e per aree geografiche omogenee, e di aderire alla costituzione di una società totalmente pubblica per gestire un moderno ed efficiente sistema impiantistico». Ed è proprio la quota privata a non convincere gli esponenti di Sel che citano l'articolo 14 della bozza di statuto della società cui si vorrebbe affidare la gestione dei rifiuti. «Emerge chiaramente - dice Ghilarducci - una governance lasciata esclusivamente nelle mani del privati». Altra proposta lanciata da Sel è quella della suddivisione dei compiti: «Siamo d'accordo che lo smaltimento dei rifiuti sia affidato a un Ato pubblico - spiega Roberto D'Ambra - e che la raccolta (anche porta a porta ndr) venga messa in pratica da una rete di società. Non dobbiamo dimenticare che è necessario rispondere alle normative europee che ci chiedono una differenziata al 65%». Infine, affondano, «non è accettabile che una scelta delicata come quella di costituire un'azienda Ato sia stata calata dall'alto e non sia stata frutto di una discussione partecipata».
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