Lettera al sindaco per difendere l'acqua pubblica
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Striscioni e volantinaggio in piazza Civica: in alto lincontro col sindaco Cosimi 1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Una mega busta da lettere appesa in bella mostra sotto la scalinata di palazzo Civico. Busta che aveva come destinatario il sindaco di Livorno e gli altri sindaci dei Comuni dell'Ato 5 (10 della provincia di Pisa, 11 di Siena e 12 di Livorno) e come mittente i cittadini che hanno espresso i loro "sì" al referendum di giugno. Da consegnare al sindaco, una lettera di intimazione perché venga dato seguito all'esito del referendum. «Molti sindaci sono d'accordo con la creazione di coordinamenti di enti locali per gestire l'acqua - interviene Andrea Gualtieri, di Acqua bene comune - La domanda che ci facciamo è dove sono finiti tutti coloro che hanno appoggiato il sì al referendum. Per qualcuno l'impegno è stato solo di comodo. L'acqua deve uscire dal mercato privato, soprattutto in questo clima politico». Un clima di polemica, alimentato dal fatto che nessun componente del consiglio comunale si è presentato per ritirare la lettera di diffida.
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