Gioco
Chiuso 15 giorni, ha riaperto con nuova gestione
La svolta del Divo Demi «Le attività ricreative e lo sport ci hanno salvati»
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LIVORNO. Il rilancio del quartiere passa attraverso la nuova vita del circolo Divo Demi, che da qualche mese ha cambiato gestione. Se prima era punto di ritrovo per tossici e pusher, nel mirino di polizia e cittadini, oggi non è più quello di una volta. «Abbiamo avuto grossi grattacapi nel passato col circolo - dice Vladimiro del Corona, segretario della sezione del Pd Fiorentina - A inizio estate è stato chiuso 15 giorni dalla questura (per il problema della somministrazione delle bevande che è riservata ai soci, ma che veniva fatta anche agli altri ndr). Quando ha riaperto, nella gestione del bar è subentrata per qualche mese una coop, ora c'è una famiglia. L'Arci porta avanti le altre attività». «Dopo la chiusura, i tossici si sono spostati nella parte sud della Guglia - dice il presidente del circolo Arci Divo Demi, Franco Giannini - E il gruppo del circolo, grazie anche al periodo della chiusura, ha fatto opera di convinzione per spingere i tossici a non tornare. Ora abbiamo rinnovato il consiglio dell'Arci e speriamo di definire la firma del contratto con la nuova gestione familiare: lo scopo è rilanciare il bar e aprire all'associazionismo e alle iniziative». Un circolo storico quello del Divo Demi, nato nel dopoguerra e intitolato a un partigiano livornese morto durante il fascismo. «Quel circolo è stata la fotografia di un quartiere disagiato ed è stato vittima del degrado - sottolinea Del Corona - Ma nel tempo s'è fatto capire a questa gente che il circolo è un punto di aggregazione per la vita sociale e culturale della zona». Giannini sottolinea che lo sport e l'attività sociale hanno fatto la differenza per il rilancio del circolo. «Intorno a questa realtà gravitano una scuola di ballo, 80 ragazze del pattinaggio artistico e altri gruppi. Il circolo è frequentatissimo da famiglie e bimbi. Fino a qualche tempo fa c'era tanto malumore: oggi è tutto diverso, siamo fiduciosi».
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