Il Tirreno

Livorno

Colle, Sel e Idv spingono Bacci al dietrofront

Juna Goti
Il sindaco Lorenzo Bacci
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Il sindaco Lorenzo Bacci

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 LIVORNO. Alla fine la coalizione di centrosinistra tiene (almeno per ora) anche a Collesalvetti. Ma per chiudere l'accordo con gli alleati litigiosi di Sel e Idv il sindaco Lorenzo Bacci ha dovuto rivedere una bella fetta del documento che solo pochi giorni fa aveva proposto alla maggioranza. Un foglio pieno zeppo di «d'ora in avanti» e diktat che ieri, prima della firma, sono spariti.  Non si può dire che il sindaco renziano non sia stato chiaro. Nel documento - siglato ieri sera dai rappresentanti dei partiti - chiede agli alleati «fiducia, cooperazione e responsabilità» in un momento «drammatico anche per il nostro Comune, che tra il 2011 e il 2014 subirà circa 3 milioni di euro di tagli».  Nella prima versione Bacci aveva messo nero su bianco che «d'ora in avanti non utilizzeremo più strumenti che possano ingenerare equivoci o plateali contrapposizioni pubbliche nei confronti dell'amministrazione (...). Sarà esclusivamente il tavolo della maggioranza a ricoprire il ruolo di mediazione tra le parti, bandendo il ricorso ai mass media, alle nuove tecnologie e alle assemblee pubbliche per tutto ciò che necessita di approfondimenti della giunta».  Aveva scritto anche che «d'ora in avanti le riunioni di maggioranza saranno convocate dal sindaco ogni secondo martedì del mese»: sono ammessi segretari di partito, capigruppo e assessori, «ogni altra presenza dovrà essere comunicata preventivamente». Frase finale: «Sottoscritto il presente documento, in caso di iniziativa autonoma contraria, le conseguenze porteranno in automatico a rivedere la composizione della maggioranza».  Ieri mattina, a turno, gli alleati di Sel e Idv hanno ripetuto che «non lo firmeremo mai». Il segretario di Sel, Andrea Ghilarducci, aveva parlato di «parole lesive del diritto di discussione: è un codice di disciplina, non un documento programmatico. Se hanno problemi in consiglio li risolvano, ma vogliamo discutere nel merito». Gli aveva fatto eco Valerio Bardi: «L'atto sa di centralismo vecchio stile». E Gabriele Antinori (Idv), forse il primo destinatario del disciplinare: «Documento-bavaglio, o cambia o non si firma». Così ieri sera è arrivato il dietrofront: via il riferimento a mass media e social network (di cui Bacci è un grande esploratore), via qualche frase di troppo. Ma non l'impostazione, necessaria per iniziare subito a discutere di cose concrete. «I partiti hanno fatto bene il loro lavoro», ripetono Sel e Idv. «Chi ha orecchie per intendere - si lascia scappare Bacci - ha inteso...».

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