Il Tirreno

Livorno

L’assessore Bernardo insiste: «Via gli spuntisti». Chico Malo e operatori furiosi: «Così ci rimette anche il rione»

Piazza Garibaldi, è scontro sul mercato

Giorgio Carlini
Piazza Garibaldi, è scontro sul mercato

Affollata assemblea con commercianti e residenti per decidere il futuro dell'area

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LIVORNO. «Niente più mercatino ambulante in piazza Garibaldi». E una parte del rione si ribella. Martedì sera, in circoscrizione 2, la presidente Monica Ria e l'assessore al commercio, Paola Bernardo, hanno incontrato - in un'assemblea affollata - residenti, commercianti e ambulanti della piazza e ribadito ufficialmente che «il progetto di riqualificazione dell'area (che partirà tra poche settimane) prevede la soppressione del mercatino ambulante». «I 16 spazi - ripete Bernardo - saranno tolti. Progressivamente i titolari delle concessioni pubbliche si sono ritirati. Oggi solo cinque operatori con spazio riservato raggiungono l'area e solo il giovedì mattina».  Ma a prendere il posto dei titolari sono stati, altrettanto progressivamente, gli spuntisti, che di fatto allestiscono il banco all'ombra di Garibaldi ogni mattina. «Questo - continua Bernardo - ha cambiato la natura del mercato: è sotto gli occhi di tutti che ormai è diventato più un mercato delle pulci che un mercato rionale». L'intenzione è di «usare in modo diverso gli spazi per rivitalizzare il rione». Resteranno i box verdi: 7 sono occupati, 4 andranno a gara «per vendere prodotti caratteristici e di qualità», 2 serviranno alla somministrazione. «Abbiamo sollecitato gli spuntisti a partecipare al bando - chiude Bernardo - il problema è che alcuni sono strutturati mentre altri portano quello che trovano. Gli spuntisti non vantano diritti sulla piazza».  Increduduli e arrabbiati gli operatori. «È stato un muro contro muro - ripetono a turno - l'assessore va avanti per la sua strada, ignorando tutto ciò che succede intorno». Gli spuntisti si sentono presi in giro. «All'assemblea - racconta all'indomani dell'incontro Fabio Prosperi - non hanno risposto alle nostre domande, hanno solo ribadito la loro posizione. In tutte le città si trasformano gli spuntisti in lavoratori con posto fisso». «Qui - continua - invece di premiare chi da anni lavora con fatica, si preferisce l'eliminazione in blocco».  «C'è l'ipotesi di fare altri incontri in futuro - gli fa eco Daniele Arcamone, anche lui spuntista - ma che senso ha se si parte dall'idea che non abbiamo diritto al posto e dobbiamo andarcene?». «Si dice che la piazza è malfamata - prosegue - ma il mercato non è certo la causa, anzi! La mattina, quando ci sono i banchi, piazza Garibaldi vive. È nel pomeriggio, quando la zona resta buia e deserta, che la situazione peggiora». Sull'attenzione ai turisti: «La piazza deve essere un'attrazione anche per loro, ma può diventarlo con noi presenti. Siamo disposti a garantire merce di qualità e decoro. Anche gli abitanti del quartiere vogliono che il mercato sia salvato. Che magari sia migliorato, riqualificato, ma che sia salvato».  Critico il centro di quartiere Chico Malo, tra le realtà più attive del rione. Vittorio Colombo e Chiara Gazzetti sottolineano che «il mercato mattutino è molto vivo e partecipato, è l'unica cosa che rende viva quella piazza evitando di lasciarla abbandonata a se stessa». «È talmente radicato nel territorio - scrivono - che il volerlo cancellare è una decisione calata dall'alto e priva di ogni fondamento. La ragione addotta dall'amministrazione che non vi sono più presenti gli assegnatari, non tiene di conto che ogni mattina decine di spuntisti da molti anni occupano i posti liberi, come viene certificato dai vigili che prendono le presenze».  «Il mercatino - ribadisce il Chico Malo - ha una importantissima funzione sociale e aggregativa, non si può pensare in questo periodo di crisi di mandare a casa oltre 40 ambulanti che su quel lavoro mandano avanti le loro famiglie, per creare 6 posti che avranno un futuro incerto». Quanto all'attrazione turistica «può coesistere con la presenza di un mercatino rionale mattutino».  Il centro critica il percorso partecipativo di Pensiamo in Grande («ha fallito») e chiede di regolarizzare il mercato assegnando i posti disponibili agli spuntisti, riassegnare le baracchine vuote, investire su illuminazione e giochi per bambini.

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