Gioco
Corea, giallo sul trasloco dei negozi storici
Non tutti potranno trasferirsi subito nel blocco di piazza Saragat
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LIVORNO. I coreani ne sentono parlare almeno da quando nel cuore del rione è sbarcata la Pam. Alcuni dei negozianti storici hanno trovato spazio all'interno del supermercato. Altri - le botteghe superstiti di via Gobetti - aspettano da anni di trasferirsi nel blocchetto commerciale in fase di costruzione in piazza Saragat. Un impegno di partiti e amministrazioni. Più che una promessa. Perché l'operazione rientra nell'ambito del piano di recupero di Corea, che cerca di essere non solo case nuove, ma anche salvaguardia del tessuto sociale. Ma ecco l'imprevisto che ha dell'incredibile. Nonostante il famoso blocchetto sia stato pensato esclusivamente per ospitare le quattro botteghe superstiti del rione, solo due potranno trasferirvisi senza intoppi: il bar Voliani e il panificio Bartorelli. Per le storiche verduraie di Corea, Piera e Tiziana, il percorso è in salita: infatti solo ora che il trasferimento nel blocchetto è alle porte (è previsto per fine novrembre) ci si accorge che le due operatrici sono sempre state ambulanti. In sostanza non hanno, in quanto ambulanti, contratti di affitto che le legano al quartiere e neppure le caratteristiche previste dalla datata delibera che accompagna l'operazione. Un bel groviglio amministrativo. Anche perché l'atteso trasferimento dei negozi blocca la demolizione del vecchio isolato popolare di via Gobetti e la nuova fase del piano di recupero (il cosiddetto Contratto di quartiere 2). La presidente della circoscrizione 1, che sta cercando da giorni di risolvere l'intoppo tecnico con l'aiuto degli uffici, non nasconde l'imbarazzo: «È vero, i tempi si allungheranno perché c'è bisogno di aprire una nuova istruttoria». «Ma la soluzione - continua - si deve trovare. L'orientamento dell'amministrazione è chiaro: il trasferimento è parte integrante della riqualificazione». La responsabile dei quartieri nord per Sinistra Ecologia e Libertà, Susanna Mainardi, ha già chiesto un incontro urgente alla Bartalucci. È preoccupata per il futuro dei commercianti che «hanno resistito tutti questi anni spinti dalla fiducia nell'intero progetto», e chiede garanzie sulla nuova collocazione dell'edicola. (j.g.)
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