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Livorno

Scrutatori, il caso in commissione

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Sopra Adriano Tramonti (Pd) A fianco Bettini e Cosimi di nuovo vicini in consiglio: tanto non si parla di piano del traffico...

I consiglieri discuteranno nuovi criteri per assegnare i posti ai seggi

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LIVORNO. Dopo il caso Tramonti, scoppiato per alcune frasi scritte su Facebook dal consigliere comunale del Pd, la commissione Affari istituzionali del Comune si riunirà per rivedere, nel rispetto della normativa in vigore, i criteri di nomina degli scrutatori elettorali. È quanto emerso ieri mattina nel consiglio comunale che avrebbe dovuto concentrarsi sulle società partecipate (il dibattito è slittato alla sera). A fare la proposta - condivisa dal presidente della prima commissione, Marco Cannito (Città Diversa) - è stato il giovane Lorenzo Del Lucchese (Idv), che fa parte della commissione elettorale che dal 2005 - quando è entrata in vigore la legge Calderoli che ha escluso il sorteggio - nomina gli scrutatori.  Il caso è scoppiato dopo che Adriano Tramonti ha pubblicato un post su Fb in cui informava che «chi fosse interessato a fare lo scrutatore ai seggi deve recarsi entro il 30 novembre all'ufficio elettorale. Di solito sono circa 130 euro, che non fanno mai male. Una volta iscritto me lo comunica e provvederò a farlo nominare».  I primi a chiedere spiegazione sono Bruno Tamburini (Pdl) e Gianfranco Lamberti (Confronto). «È gravissimo avere assunto atteggiamenti del genere - tuona Tamburini - se questi sono i giovani che devono entrare in politica ben vengano i dinosauri». «Tramonti - gli fa eco Lamberti - è presidente di una importante commissione (Urbanistica), certi atteggiamenti non se li può permettere: una cosa è informare un'altra è promettere». Massimo Gulì (Pd), cerca di abbassare i toni e parla di «difetto legato all'inesperienza». «Ovviamente - ripara - non possiamo dare a nessuno garanzie sulla nomina». Sulla stessa lunghezza d'onda Lamberto Giannini (Sel): «Ha fatto un errore, punto».  Il giovane consigliere del Pd è in evidente difficoltà («è forse il momento più difficile da quando faccio politica, volevo solo aprire questo meccanismo previsto dalla legge a chi di solito ne è escluso») e dalla suo interviene il sindaco. «Sono sicuro - dice - che non c'era volontà di avere comportamenti non etici. Il partito negli ultimi anni ha scommesso moltissimo sui giovani, pagando qualche inesperienza». «La legge - chiosa - è stata fatta proprio perché siano i partiti a nominare: certo si possono trovare modalità per migliorare l'operatività della commissione elettorale». Visto che la legge, come sottolinea Del Lucchese «stabilisce alcuni principi, ma non vieta di adottare criteri precisi per la nomina degli scrutatori: discutiamone in prima commissione». D'accordo Cannito, «anche perché smettiamola con l'ipocrisia, il metodo di cui stiamo parlando è praticato da tanti». (j.g.)

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