Il Tirreno

Livorno

Erik Fumi è a casa «Non vedo l'ora di tornare a cavallo»

Lara Loreti
Erik Fumi è a casa «Non vedo l'ora di tornare a cavallo»

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. «Sto bene e non vedo l'ora di tornare a cavallo». Una galoppata di entusiasmo che sprizza dalle parole di Erik Fumi, il fantino di 23 anni caduto al Caprilli lo scorso 10 luglio. Ed è una gioia sentirlo parlare serenamente dal salotto di casa, a Grosseto, circondato dall'affetto dei suoi.  Erik ha fatto rientro a casa venti giorni fa dopo tre mesi di sofferenza. Il coma, la rianimazione, il risveglio e il difficile recupero, tutt'ora in corso, nella clinica di Volterra Auxilium Vitae. «Appena ho riaperto gli occhi ho fatto dei versacci a una persona che conosco, così per scherzo! Io non lo ricordo, me lo hanno raccontato - dice Erik sorridendo - Ora ho voglia di ricominciare, senza risparmiarmi».  Ed è quello che sta facendo. Esce, cammina da solo, va al mare. Parla con disinvoltura dei cavalli e spesso si reca a vedere le corse all'Ippodromo, meta irrinunciabile per lui. «Sto seguendo il programma di fisioterapia per la riabilitazione e ogni giorno mi sento meglio. Non vedo l'ora di recuperare al cento per cento per tornare a correre. I cavalli mi mancano troppo, sono tutta la mia vita».  I genitori lo incoraggiano e gli stanno vicino, seguendo passo passo il suo percorso. Ma sui cavalli la mamma frena: «È giusto che ci pensi. Ma per ora tornare a correre è l'ultima cosa, prima deve guarire».  Ieri pomeriggio, approfittando della splendida giornata di sole, Erik è andato a fare una passeggiata sul lungomare insieme ai genitori, la madre e il padre Tebaldo, anche lui fantino per 32 anni, e che attualmente lavora a Bolgheri presso la scuderia Dormello Olgiata. Il giovane cammina autonomamente, a volte si aiuta un po' con il bastone e utilizza la sedia a rotelle solo per lunghi percorsi. Mangia senza problemi e ha ripreso la sua vita normale di tutti i giorni.  Di quel terribile 10 luglio, quando il suo cavallo ebbe un crollo e lui finì violentemente a terra, non ricorda niente. «Ho cancellato del tutto quel giorno. Mi hanno raccontato più o meno cosa è successo, ma nella mia mente non è rimasta traccia dell'incidente», spiega il 23enne. Il suo cavallo aveva avuto un cedimento all'ultima curva, mentre il giovane fantino si avviava al piccolo galoppo verso il traguardo.  Erik, dopo la caduta, è stato in coma profondo per una settimana. Poi piano piano s'è svegliato.  Un'esperienza tremenda da cui il ragazzo si sta riprendendo a fatica. Ma non era la prima volta che il fantino cadeva durante una corsa. Già nell'agosto 2010 il giovane era stato al centro di un gravissimo infortunio e anche in quell'occasione aveva perso i sensi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web