Gioco
I genitori: «Hanno linvalidità del 100 per cento. Listituto non ha colpa, ma hanno diritto ad essere assistiti»
Bimbi disabili, sostegno negato
Anna Cecchini
Scuola materna Cremoni: quattro famiglie si uniscono e ricorrono al Tar
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LIVORNO. Sono bambini piccoli, con disabilità al 100%. Per questo hanno bisogno di assistenza continua. Ma la scuola materna dove sono iscritti non riesce a garantire a questi piccoli le insegnanti di sostegno. Così i loro genitori si sono riuniti e hanno deciso di fare ricorso al Tar. Succede alla scuola dell'infanzia Cremoni, che fa capo al circolo didattico Collodi. Dove le famiglie di quattro bambini portatori di handicap hanno deciso di ricorrere alle vie legali per difendere i diritti dei loro figli. Due dei piccoli allievi sono iscritti all'ultimo anno dell'asilo, mentre gli altri due alla prima classe. Si tratta di piccoli che hanno una disabilità del 100 per cento, fatto che le famiglie hanno chiarito al momento dell'iscrizione. «I nostri figli - dice Simona Costagli, una delle mamme dei bimbi disabili -hanno tutti la certificazione 104. Per legge a questi studenti spettano 25 ore di sostegno a settimana». Praticamente i quattro ragazzini dovrebbero avere una maestra di sostegno a testa. Così non è, visto che i tagli del governo al personale docente non permettono alla scuola Cremoni di garantire l'assistenza adeguata. «È vero - spiega la mamma - che ci hanno dato una maestra per i nostri bambini, ma solo per un tempo scuola di 12 ore e mezza a settimana. Anzi, ultimamente le ore di sostegno sono addirittura ridotte a 9 a settimana». Troppo poco per bambini che hanno necessità di essere seguiti costantemente. «Noi sappiamo che questa carenza di docenti di sostegno - conclude la mamma - non è da addebitare alla scuola. Anzi, in questi mesi i bimbi sono andati a scuola grazie all'aiuto e alla pazienza delle maestre regolari, quelle delle varie classi. Ma troviamo ingiusto che non ci sia per lorto la dovuta assistenza». Così le quattro famiglie hanno deciso di unirsi e di difendere i diritti dei loro bambini. «Abbiamo contattato Disabilandia - conclude - e abbiamo deciso di fare ricorso cumulativo. Ci siamo rivolti all'avvocato Silvia Bondi, che segue le cause legate ai ragazzi con disabilità e speriamo che il Tar riconosca i diritti dei nostri bambini. Ci auguriamo che prima di emettere una sentenza, riconosca con un provvedimento urgente che i nostri figli hanno necessità di queste maestre, in modo che al più presto possano essere accolti a scuola dalle docenti di sostegno».
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