La protesta
Sequestrata oltre una tonnellata di cocaina
Inchiesta sulla 'ndrangheta, maxi-operazione con 30 arresti
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LIVORNO. «Questa volta non riescono a trovarla». Erano sicuri di farla franca, certi che il maxi quantitativo di droga, cocaina purissima, sarebbe arrivata in Italia senza intoppi. Ma al porto di Livorno, nell'aprile scorso, i carabinieri del nucleo investigativo di Roma sono riusciti a scovare all'interno di un container una tonnellata e 200 chili di droga, occultata in prodotti alimentari, lattine di "palmito", a bordo di una nave cargo proveniente dal Cile. Un sequestro record che, unito a quello effettuato il 12 novembre dello scorso anno a Gioia Tauro - mille kg trovati sempre a bordo di una nave, più 400 kg sequestrati nel settembre del 2010 a Bogotà - rappresentano una delle più importanti operazioni svolte in Italia contro il narcotraffico. Droga appartenuta ad una sola organizzazione criminale che riusciva a nascondere, come accertato dagli inquirenti, la droga anche in bambole di legno, in materiale di imballaggio di pannelli e parquet in legno e in telai in metallo di carrelli agricoli. In totale sono 30 le ordinanze di custodia cautelare eseguite su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, dal responsabile Giancarlo Capaldo e dai pm Diana De Martino e Maria Cristina Palaia, che hanno colpito una organizzazione operante in più località italiane e all'estero, responsabile dell'importazione in Europa di ingenti carichi di cocaina dal Sudamerica, in particolare dalla Colombia. È proprio in Colombia che gli inquirenti, grazie alla collaborazione dei colleghi sudamericani e quelli britannici, hanno arrestato la notte scorsa Alessandro Pugliese, gestore di un ristorante ritenuto l'anello di collegamento tra il gruppo criminale colombiano e quello italiano, Un'organizzazione composta da personaggi di origine calabrese riconducibili a Vincenzo Calabrese, ucciso lo scorso 12 marzo in un agguato a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia. Il colonnello Lorenzo Sabbatino, responsabile del nucleo investigativo di via In Selci, ha spiegato che la droga era destinata al mercato del nord Italia e dell'Europa. Una volta sul mercato la cocaina avrebbe fruttato circa 500 milioni di euro. «Come una piccola Finanziaria», ha affermato il comandate provinciale dell'Arma, Maurizio Mezzavilla. Gli atti dell'inchiesta saranno trasmessi alla procura di Reggio Calabria.
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