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Parentopoli in Provincia le carte dell'accusa: «Processo per i due ex dipendenti»
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INDAGINI Il procuratore capo Francesco De Leo e il pubblico ministero Massimo Mannucci Agli indagati viene contestato l'abuso d'ufficio in concorso Per il pm favorirono i familiari affidando gli incarichi senza gara
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LIVORNO. Era stata ribattezzata "Parentopoli in Provincia". Adesso l'inchiesta sui presunti favori finalizzati all'affidamento diretto di incarichi e appalti senza una gara è arrivata in aula. Due le richieste di rinvio a giudizio del pubblico ministero Massimo Mannucci nei confronti dell'ex funzionario responsabile del Progetto d'interesse comunitario Danila Vannucci, 59 anni, e per l'ex dirigente dell'Area programmazione Gino Fantozzi, 63. L'udienza è rimandata al 12 gennaio. L'accusa nei confronti dei due ex dipendenti della Provincia è abuso d'ufficio in concorso, con la contestazione alla sola Vannucci di un ingiusto profitto procurato al marito e alla figlia che avrebbe favorito portando con sé durante i viaggi aerei oppure attraverso consulenze tecniche retribuite con soldi pubblici. È dal marzo 2008 che la Procura indaga sulla vicenda che coinvolge la società Centro servizi sviluppo srl. La Css, amministrata da Andrea Leonardi, seguiva, per conto della Provincia, i progetti dei fondi Interreg III Toscana-Corsica-Sardegna per lo sviluppo di una politica comunitaria. La società si era costituita il 5 gennaio 2006 per fornire assistenza tecnica sui progetti Interreg al posto dell'Istituto di studi per le relazioni industriali di Roma che non garantiva più il servizio. Tra i soci della Css, però, compariva la figlia della funzionaria della Provincia, Danila Vannucci, mentre fra coloro che vi lavoravano ci sarebbe stato anche il nipote del dirigente del settore Gino Fantozzi. «Per l'anno 2006 - scrive il pubblico ministero - senza attivare la procedura pubblica di affidamento dell'appalto e rinovando l'incarico anche per gli anni 2007 e 2008». Ma c'è di più, infatti, i due allora dipendenti «violarono le norme che regolavano il pagamento dei servizi wffettuandoli per intero» e non in due tranche. Da qui l'apertura di un fascicolo da parte della Procura, per fare chiarezza su questa vicenda dato che la Provincia, tramite una sua società pagava la Css per svolgere l'attività di monitoraggio. Ora la Provincia, attraverso i suoi legali, gli avvocati Alberto Uccelli e Lorenza Musetti, anticipano che l'Ente si costituirà parte civile nel procedimento. Dopo l'apertura dell'inchiesta i due dipendenti furono allontanati dal settore che curava i progetti Interreg: Fantozzi tornò alla Regione, la Vannucci venne prima trasferita all'archivio e poi destinata alla protezione civile. Dalle indagini emergerebbero altre irregolarità da parte dell'ex funzionaria. In particolare per favorire il marito. Quando quest'ultimo, docente in materie scientifiche e rappresentante legale dell'Endas, avrebbe fornito delle collaborazione con il progetto di cui era responsabile la moglie in cambio di soldi. Mentre per sé stessa avrebbe effettuato consulenze tecniche per la Comunità montana senza «chiedere l'autorizzazione e in evidente incompatibilità».
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