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Droga, arrestato "il topo" per detenzione ai fini di spaccio
Grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, ieri sera un algerino di 33 anni, conosciuto con il soprannome "il topo", è stato arrestato dai carabinieri
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Grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, ieri sera un algerino di 33 anni, conosciuto con il soprannome "il topo", è stato arrestato dai carabinieri per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L'uomo si aggirava in maniera sospetta in zona San Marco e veniva avvicinato da alcuni giovani ai quali consegnava qualcosa. A quel punto i carabinieri della Stazione Livorno-Centro, ritenendo si trattasse di un caso di spaccio di stupefacenti, hanno predisposto un servizio di osservazione della zona.
La presenza dei carabinieri, sebbene discreta, in un ambiente circoscritto ed a lui ben noto, deve averlo insospettito, per cui ha iniziato ad allontanarsi in direzione di Via San Marco.
I militari lo hanno però riconosciuto: si trattava di una vecchia conoscenza, M. J., con numerosi precedenti per spaccio di stupefacenti, registrato con ben 12 alias e noto con il soprannome “il topo” per l’abilità di sfuggire ai controlli, nascondendosi in anfratti, cunicoli o sottotetti, per cui lo hanno seguito. Il giovane ha iniziato a correre e si è infilato in un palazzo, poi, sempre tallonato dai carabinieri, in un appartamento. Qui è stato raggiunto in cucina, mentre stava infilando alcuni involucri, risultati poi contenere circa 7 grammi di eroina già suddivisi in dosi, all’interno di un contenitore di spezie.
Nell’appartamento, il cui contratto di affitto è intestato ad un commerciante pakistano di Livorno, c’erano al momento due pakistani, di cui uno clandestino, ed un tunisino, quest’ultimo in possesso di permesso di soggiorno. Dai primi accertamenti è emerso che i quattro, ognuno dei quali occupava una camera, erano, di fatto, i veri inquilini, mentre il titolare dell’appartamento, che percepiva da essi una sorta di canone di subaffitto, risiede altrove. Si tratta di una pratica abbastanza diffusa, che permette ad uno straniero regolare di prendere in locazione un appartamento e cederlo, ovviamente in nero, ad altri, molto spesso clandestini, lucrando sul canone.
La presenza dei carabinieri, sebbene discreta, in un ambiente circoscritto ed a lui ben noto, deve averlo insospettito, per cui ha iniziato ad allontanarsi in direzione di Via San Marco.
I militari lo hanno però riconosciuto: si trattava di una vecchia conoscenza, M. J., con numerosi precedenti per spaccio di stupefacenti, registrato con ben 12 alias e noto con il soprannome “il topo” per l’abilità di sfuggire ai controlli, nascondendosi in anfratti, cunicoli o sottotetti, per cui lo hanno seguito. Il giovane ha iniziato a correre e si è infilato in un palazzo, poi, sempre tallonato dai carabinieri, in un appartamento. Qui è stato raggiunto in cucina, mentre stava infilando alcuni involucri, risultati poi contenere circa 7 grammi di eroina già suddivisi in dosi, all’interno di un contenitore di spezie.
Nell’appartamento, il cui contratto di affitto è intestato ad un commerciante pakistano di Livorno, c’erano al momento due pakistani, di cui uno clandestino, ed un tunisino, quest’ultimo in possesso di permesso di soggiorno. Dai primi accertamenti è emerso che i quattro, ognuno dei quali occupava una camera, erano, di fatto, i veri inquilini, mentre il titolare dell’appartamento, che percepiva da essi una sorta di canone di subaffitto, risiede altrove. Si tratta di una pratica abbastanza diffusa, che permette ad uno straniero regolare di prendere in locazione un appartamento e cederlo, ovviamente in nero, ad altri, molto spesso clandestini, lucrando sul canone.
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