Il Tirreno

Livorno

Anche i supermercati piangono

Mauro Zucchelli
La spesa con il carrello fra gli scaffali di un supermercato
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La spesa con il carrello fra gli scaffali di un supermercato

Vendite mai in crescita (da tre anni) per le piccole botteghe

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 LIVORNO. Anche i big piangono: nei guai non più solo il piccolo commercio, ora tocca ai supermercati.  La novità salta agli occhi nell'indagine messa nero su bianco dal Centro Studi Ricerche della Camera di commercio (diretto da Renzo Pratesi, Silvia Piccini responsabile operativo): l'andamento delle variazioni tendenziali delle vendite relative alla grande distribuzione, cioè supermercati e ipermercati, si rimangia l'impercettibile assaggio di ripresina a cavallo fra l'estate dello scorso anno e il marzo scorso (più 0,1% nel terzo trimestre 2010, più 0,4% nel primo trimestre 2011) come fosse nient'altro che un'illusione. L'ultima fotografia dell'équipe dei ricercatori riguarda la primavera scorsa e segnala un calo dello 0,6% che riporta giù il grafico minacciando di rievocare la lunga fase negativa iniziata nell'aprile 2009 come effetto dell'uragano finanziario contagiato dagli Usa al mondo dalla crisi di Lehman Brothers in poi.  Qualcosa del genere vale anche per la media distribuzione. E' almeno dalla primavera di tre anni fa che, di trimestre in trimestre, in questo settore l'andamento delle vendite ha infilato per 13 volte una sequenza di "meno", talvolta anche pesantissimi (come quando nell'inverno 2009 la percentuale è scesa in picchiata di quasi sette punti).  Ma, come per i supermercati, il periodo fra gennaio e marzo era stato il migliore degli ultimi anni. Un sospiro di sollievo che è durato lo spazio d'un mattino: riecco l'indicatore piegare verso il basso (meno 1,4%).  La rete delle piccole boitteghe di quartiere non ha mai avuto l'opportunità di un sorriso, ormai sono anni che grandina. Dal 2008 in poi il peggior risultato della grande distribuzione resta pur sempre al di sopra del miglior momento del piccolo commercio. E tuttavia, eccezion fatta per la fine dello scorso anno, quel meno 2,7% registrato nell'andamento tendenziale delle vendite nella primavera scorsa indica comunque la fase che, dall'inizio della crisi in poi, forse sarà difficile definire migliore ma magari "meno peggiore".  Peraltro, il raffronto con i dati regionali racconta che ce la stiamo cavando peggio del resto della Toscana. Su tutti i fronti: ma lo scarto è un inezia nel piccolo commercio, invece è attorno al mezzo punto tanto nella media che nella grande distribuzione.  Non sarà una sorpresa sentire che meno di una bottega su 150 dice che gli affari sono in crescita rispetto a dodici mesi prima (mentre invece lo dice il 6,7% dei supermercati). Desta meraviglia casomai che grossomodo la stessa percentuale (17%) indichi tanto per il piccolo commercio quanto per la grande distribuzione la quota di chi ha visto le vendite diminuire.

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