Il Tirreno

Livorno

Opere d'arte sottratte, a giudizio l'ex commissario Bruno Lenzi

Bruno Lenzi
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Bruno Lenzi

L'accusa è di sottrazione di opere d'arte e goielli preziosi. Tra i quadri 62 sono firmati da Madiai

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Sessantasei opere d'arte tra quadri e sculture, ma anche anelli e gioielli. Erano sotto sequestro, ma sarebbero stati sottratti dal proprietario. Per questo è stato rinviato a giudizio Bruno Lenzi, ex commissario dell'Autorità Portuale di Livorno e al centro, quattro anni fa, di uno scandalo per accuse di peculato e false fatturazioni in porto quando ricoprì il ruolo di presidente della Porto 2000, società di servizi per i crocieristi.

Proprio durante quel processo (dal quale Lenzi è uscito patteggiando una pena di 4 anni) furono messe sotto sequestro svariate decine di opere d'arte che l'imputato aveva collezionato nel tempo, secondo l'accusa proprio con i soldi frutto delle operazioni irregolari. Buona parte di quella invidiabile collezione (c'erano opere anche di Guttuso e Schifano) è stata poi confiscata all'inizio del 2011.

L'accusa a Lenzi riguarda il 2010, quando oltre che ancora proprietario era anche custode delle opere: in quel periodo avrebbe sottratto 66 dipinti, una scultura e svariati preziosi. Tra i quadri in questione 62 sono firmati da Madiai, quattro sono lavori di Bertelli, Fontani, Casace e Leone, mentre una scultura è di Arturo Martini. Il gip Giovanni Zucconi ha disposto il rinvio a giudizio.

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