Il Tirreno

Livorno

«La notorietà subito, poi serve tanto lavoro»

Jimmy Morrone
<b>VINCITORE </b>Matteo Becucci ha vinto la terza edizione del programma
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VINCITORE Matteo Becucci ha vinto la terza edizione del programma

Becucci ha vinto nel 2009, ora lavora a teatro e in radio passa il suo nuovo singolo

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 LIVORNO. Chiedimi se sono felice. Matteo Becucci risponde «sì». Protagonista al musical Jesus Christ Superstar con tanto di camerino del Teatro Sistina appartenuto a Totò e Charlie Chaplin, il singolo intitolato «Fare a meno di te» in rotazione radiofonica, un inedito in uscita a Natale suonato con il quartetto d'archi della Scala e nuove canzoni in fase di scrittura, per quello che è un periodo davvero prolifico.  «Si lavora senza soste, il nostro è un mondo in cui non ci si può cullare sugli allori». Ma, senza la partecipazione (e la vittoria) a X Factor 2009, oggi la vita del cantautore livornese avrebbe di sicuro preso tutt'altra piega.  «È una scelta che rifarei mille volte - confessa - anche se non so dove ho trovato la forza per presentarmi a 38 anni, dopo 18 di gavetta passati a cercare il successo invano. Già negli anni'90 avevo firmato un piccolo contratto discografico, ma niente a che vedere con X Factor. I talent show hanno il potere di regalarti la notorietà immediata, e la mia fortuna è stata che dimostro meno della mia età: anche a livello mediatico ho potuto reggere il confronto. Pensa che quando mi presentai al primo provino c'erano 3500 aspiranti, non avrei mai immaginato di entrare a far parte del cast finale, men che mai di arrivare primo...».  Un mondo nuovo, le porte dello showbiz spalancate. E due giudici di allora (Simona Ventura e Morgan, al tempo insieme a Mara Maionchi), di nuovo dietro al bancone a emettere sentenze. «Io ho un bel ricordo di entrambi. A Simona piacqui dall'inizio, e anche se i primi commenti non furono esaltanti, so che non scoprirsi troppo fa parte del gioco. Con Morgan siamo sempre andati d'accordo, a parte una sorta di litigio dopo che avevo sbagliato una canzone. Ma fin dalle prime puntate si percepiva che il gradimento era unanime».  Rahma e le Five Sisters sanno bene che una volta entrate nel meccanismo non si può tornare indietro, almeno nell'immediato. «No, perché esci da X Factor e sei già un personaggio. Il livello della mia edizione fu buono: sia io che Noemi e The Bastard Sons of Dioniso vendemmo più di 35mila copie a testa dei nostri album, e il programma ebbe ascolti notevoli. Considerando che avevamo come rivale il Grande Fratello, non rischiammo mai di chiudere».  Becucci critica chi afferma che i talent show producono interpreti ma non autori. «Io scrivo canzoni, come Noemi, Mengoni, Matteo Macchioni e tanti altri». Ammette di non guardarli spesso a causa del poco tempo libero, ma ha avuto modo di ascoltare Rahma. «Ha una voce interessante, e queste sue origini nordafricane la rendono ancora più particolare». Livorno non smette di esportare talenti... «E' vero - chiude Becucci - perché pur essendo una città piccola, la nostra ha personalità. E tante cose da dire e da raccontare».

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di Redazione web