Il Tirreno

Livorno

In via Ricasoli sbarca Tommy Hilfiger

<b>IL NEGOZIO. </b>Sono state le caratteristiche del fondo livornese a convincere i manager del gruppo: &laquo;Originale e con carattere&raquo;. Ma le boutique storiche chiudono
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IL NEGOZIO. Sono state le caratteristiche del fondo livornese a convincere i manager del gruppo: «Originale e con carattere». Ma le boutique storiche chiudono

A fine mese l'inaugurazione del negozio: selezionati 5 addetti

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 LIVORNO. Al posto della vetrina sono appena spuntati i pannelli pubblicitari con le immagini dei modelli e l'inconfondibile bandierina rossa, blu e bianca: in via Ricasoli, tra Golden Point e Pimkie, sta per aprire il secondo punto vendita toscano di Tommy Hilfiger, noto marchio di abbigliamento newyorkese. I locali sono in fase di allestimento. Salvo intoppi, l'inaugurazione livornese è prevista per il 26 novembre.  Sono una dozzina in tutta Italia i negozi targati Tommy. Se si esclude l'outlet di Foiano, quello di Livorno sarà il secondo della Toscana, dopo il grande punto vendita di Firenze.  Non stiamo parlando, infatti, di un rivenditore autorizzato (ad esempio gli esercizi multi-marche) o di una catena in franchising, ma di un negozio direzionale, ovvero uno spazio gestito direttamente dal marchio.  A chiarirlo è stato proprio uno dei rappresentanti di Tommy Hilfiger, Marco Cislaghi, che ieri pomeriggio ha raggiunto Livorno insieme ai tecnici che si stanno occupando della ristrutturazione dei locali che si affacciano su via Ricasoli.  Il marchio ha scelto il fondo al civico 130 della via livornese che fino a qualche mese fa era del negozio di abbigliamento Cruce e che prima ancora ospitava gli scaffali e i canestri da basket dell'Adidas.  Un fondo particolare: circa 290 metri quadri con una chiostra interna e uno stile che ricorda le industrie di un tempo, con vetrate, pannelli e mattoni a vista.  Uno stile che, anticipa il manager, resterà in parte inalterato. «Facciamo sempre scelte mirate - interviene - in base al passaggio e alla tipologia di negozi che ci sono nell'area. Quando abbiamo visto questo fondo ci siamo convinti ad andare avanti: ha carattere, è particolare, rappresenta bene il nostro brand».  Così, dopo l'addio di boutique storiche come Bulldog - che abbasserà la saracinesca di via Cambini subito dopo Natale - i grandi marchi continuano a investire in centro. Nonostante la crisi. Come è possibile? Le indagini di mercato dicono davvero che la città spende e spande? In parte la risposta arriva dal manager in trasferta a Livorno: i gruppi internazionali solidi non hanno solo maggiore capacità di investimento, ma anche maggiore possibilità di marginalità. Senza contare che in questo caso la posizione potrebbe essere strategica rispetto alla costa, visto che la base commerciale toscana è a Firenze. Capitolo a parte per quelle catene che vendono capi a prezzi inferiori e che spesso fioriscono proprio dove c'è una minore capacità di spesa. Tradotto: grandi catene non è sinonimo di grande portafoglio.  Per l'inaugurazione del punto vendita livornese i rappresentanti di Tommy promettono sorprese che ovviamente restano un punto interrogativo. Di certo c'è che nel negozio lavoreranno cinque o sei dipendenti tra full-time e part-time, quasi tutti livornesi.  Il personale è già stato selezionato: stando a quanto riferito dal gruppo, all'indirizzo e-mail affisso alla vetrina di via Ricasoli nelle ultime settimane sono arrivate decine di currilum e i responsabili del negozio di Firenze hanno già raggiunto Livorno per gli ultimi colloqui. Saranno loro, nelle prossime ore, a contattare direttamente i nuovi addetti. (j.g.)

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di Redazione web