Il Tirreno

Livorno

L’ex compagna aveva raccontato di essere stata palpata e baciata in bocca davanti a casa

Imputato per violenza sessuale, lo salva l'amico

<b>IMPUTATO </b>Per violenza sessuale sull&#146;ex compagno dell&#146;amico
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IMPUTATO Per violenza sessuale sull’ex compagno dell’amico

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 LIVORNO. L'ex compagno smentisce la versione della donna con la quale ha convissuto per anni e salva l'amico dall'accusa di violenza sessuale e lesioni aggravate. «Mi ha toccato il seno e baciato sulla bocca», aveva detto durante la denuncia e ripetuto nella sua deposizione.  Allegando un certificato medico di 7 giorni in seguito alla coluttazione e aggiungendo che l'aggressore «aveva un fiato terrificante per colpa dell'alcol». A smentire la donna, ieri, è stato l'ex compagno Riccardo Lenzi, 49 anni, figlio di Bruno, ex presidente di Porto 2000. L'imputato era un suo amico e coetaneo Alberto Lenzi, «con il quale non ho nessun rapporto di parentela», ha ripetuto il teste davanti al collegio.  Era il 30 marzo del 2009 quando i due Lenzi e un altro loro amico si danno appuntamento a casa di Riccardo per «vedere una partita». I primi ad arrivare in via Gianbruni, sono il padrone di casa e l'amico, Francesco Malara. Tra il giardino e la strada i due avrebbero visto scendere l'ex compagna del Lenzi, Allegra Domenici. «Ci eravamo lasciati da poco - ha raccontato il teste - ma aveva le chiavi e in quell'occasione mi ha detto che le mancavano i cani ed era andata a trovarli». In strada sarebbe nata una prima discussione tra ex compagni. In quel momento sarebbe arrivato l'imputato. «Arianna - ha raccontato Lenzi - ha inziato a fare delle foto, prima a me e poi ad Alberto che conosceva visto che spesso era a casa nostra». A quest'ultimo, l'essere fotografato non deve essere piaciuto.  «Le ha chiesto di smettere - ha ripetuto Riccardo Lenzi - ma lei non ne voleva sapere. Gli ha detto che le avrebbe fatto togliere i figli e poi ha messo la macchina fotografica nella sua auto». A quel punto l'imputato averebbe cercato di prendere la macchina e sarebbe nato «un tira e molla», al termine del quale l'apparecchio sarebbe caduto. «Ma nessuna violenza». Lo stesso pubblico ministero Gianfranco Petralia nella requisitoria ha chiesto l'assoluzione per il reato di violenza. Alberto Lenzi è stato condannato a due mesi e 15 giorni per violenza privata, ingiurie e lesioni. F.L.

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