Gioco
Disagi sui bus: 23mila intoppi in un anno
Mauro Zucchelli
◗
Bus in panne: una (simbolica) immagine darchivio L'odissea quotidiana dei passeggeri costretti allo slalom fra ritardi, guasti e corse saltate
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. La graticola del trasporto pubblico locale è fatta di numeri: 23.478 volte un bus è arrivato in ritardo, ha saltato la corsa, ha cancellato il servizio per via d'uno sciopero o d'un guasto. Ben 23mila volte nell'ultimo anno: e a dirlo è l' Atl nei report giornalieri che l'Osservatorio sulla mobilità della Provincia ha trasformato in numeri e statistiche pesanti come piombo. Basta che il trasporto pubblico locale la smetta di volteggiare nel cielo dei paroloni della politica, ecco che atterra sulla graticola delle abitudini quotidiane: quelle di un esercito di studenti, massaie, extracomunitari e soprattutto anziani che sanno cosa significa aspettare a vuoto alla fermata il bus che non arriva. Sia chiaro, le 23mila anomalie di servizio sono state censite in tutto il territorio servito dall'Atl, dunque compresi Cecina, Rosignano, l'Elba e i servizi extraurbani. I guai però non nascono chissà dove bensì dentro i confini di Livorno città: la riprova è nella top ten delle linee che sgarrano di più. In testa c'è la linea "3" (da via Grande alla Scoapaia via Coteto), sul podio negativo delle criticità troviamo anche la "8r" (la circolare fra stazione, San Marco e ospedale) e la "4" (dai Lupi a Colline transitando dal centro), seguita poi da due linee fortissime come la "1" (lungomare-Antignano) e la "2" (per Montenero). Prima di incocciare in qualcosa che sta al di fuori della mappa delle linee urbane di Livorno bisogna scendere giù fino al 10º posto: la più irregolare fuori dal perimetro del capoluogo è la "5" di Portoferraio (ma il record cittadino con la "3" presenta anomalie cinque volte più frequenti). Questa "fotografia" dell'Osservatorio rende bene l'idea di quale pazienza sia richiesta a chi si affida ai bus Atl per andare a scuola, al lavoro, a fare la spesa al mercato, in centro per lo shopping, a casa di amici o in palestra. Niente racconta meglio di questo test l'affidabilità effettiva del servizio bus: al di là della scelta (ideologica) pro o contro il bus, chi potrebbe sceglierlo davvero per muoversi in città deve fare i conti con i tempi di percorrenza (e viene da chiedersi perché mai qui da noi le linee veloci tipo "Lam" siano un Ufo) e con i tempi di attesa (cioè mettersi alla fermata senza aver fretta e aspettare che prima o poi qualcosa passi). Guai però a chiudere gli occhi sul fatto che qualcosina sta migliorando: 23.478 irregolarità di servizio in un anno dànno bene l'idea di una odissea senza fine, con uno standard di 64 casi al giorno. Ma è pur sempre un risultato migliore di quel che era stato registrato lo scorso anno con 28.082 "anomalie" (77 al giorno) fra il novembre 2009 e l'ottobre 2010. Benché tutto questo non consoli affatto chi resta al palo (della fermata Atl), questo lieve miglioramento si legge anche nell'andamento mese dopo mese. Dopo la doppia Caporetto nell'autunno dello scorso anno (a settembre con 5.310 irregolarità, più del triplo della media degli altri 11 mesi, e a novembre con 3.082), soltanto in maggio si è superata la soglia delle 2mila "anomalie" di servizio: in genere ci si è attestati su una media di 50 guai ogni giorno, che comunque non sono mica pochi. Ad esempio, nell'agosto scorso - l'ultimo mese preso in esame - le irregolarità sono rimaste attorno alla metà, cioè più o meno quota 25 ogni giorno. Solo che la situazione è precipitata negli ultimi tre giorni: fra lunedì 29 e mercoledì 31 agosto si sono contate oltre mille ritardi, corse saltate, guasti, eccetera.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
