Il Tirreno

Livorno

«Da qui non ce ne andiamo»

Giorgio Carlini
<b>IL MERCATO. </b> A sparire non saranno i box fissi ma i banchi del mercatino
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IL MERCATO. A sparire non saranno i box fissi ma i banchi del mercatino

Piazza Garibaldi: 300 firme contro l'addio al mercatino

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 LIVORNO. «Noi da qui non ce ne andremo». Il coro unanime si alza da piazza Garibaldi, dopo che l'amministrazione ha deciso di chiudere il mercato ambulante.  I venditori, quasi tutti spuntisti, non ci stanno. «Da un anno chiediamo un colloquio con l'assessore Bernardo - interviene Fabio Prosperi, 48 anni - ma non ci hanno degnato di una risposta. In Comune nessuno è stato disponibile al dialogo, tranne Luca Fiordi (consigliere comunale Pd), che si batte per salvare il nostro lavoro». A fare ancora più rabbia è la situazione dei box fissi: «Sono una ventina, ma solo 4 - 5 sono aperti. Molti di noi vorrebbero quei posti in affitto, dovremmo essere i primi a usarli».  «Abbiamo raccolto 300 firme dai soli clienti del mercatino - continua l'ambulante - sono tutti solidali con noi. Se poi fossimo costretti a spostarci, vogliamo la certezza di un altro luogo appetibile».  Manola Martelli, 54 anni, ha un banco di abbigliamento. Ha comprato la licenza a settembre, per una cifra piuttosto alta. Pensava di fare un piccolo investimento, ma ora potrebbe ritrovarsi ad aver buttato via tutti i risparmi. «Ho un figlio invalido, per dargli supporto volevo sfruttare questa opportunità. Quando sono andata in Comune per la documentazione, nessuno mi ha avvertito che il mercatino sarebbe stato eliminato. È stata una mancanza di rispetto». Manola, come gli altri, non chiede che la possibilità di lavorare: «Non possono sfrattarci di punto in bianco. Vogliono riqualificare la piazza? Va bene, ma che tengano conto anche di noi! Abbiamo un affitto da pagare, figli e nipoti da mantenere».  Annamaria Fabbri, 53 anni, vende articoli da collezionismo, libri e oggettistica. Da un anno si è stabilita nella piazza, con l'idea di ottenere quanto prima un posto fisso. «Sono andata non so quante volte all'ufficio del patrimonio. Da mesi parlano di un bando per l'assegnazione delle baracche, ma questo bando non esce mai. Ho chiesto di essere inserita in graduatoria, ma non ho mai avuto notizie». I primi a volere un luogo più vivibile sono proprio gli spuntisti: «Ci piacerebbe una riqualificazione. Un luogo curato attirerebbe più cittadini e turisti. Siamo d'accordo, ma devono considerare anche noi. Combatteremo per questo posto».  Mohamed Zahari, marocchino, è uno degli ambulanti più anziani. Lui piazza Garibaldi l'ha vista crescere. «Quando sono arrivato qui non c'erano nemmeno i mattoni, solo la terra. Mi ricordo che pagavo 5 mila lire per il suolo pubblico». Ora affronta il rischio concreto di dover lasciare il luogo dove lavora da oltre 20 anni. Che cosa farà se saranno tolti i banchi dalla piazza? Mohamed allarga le braccia, sconsolato: «Se ci mandano via di qui non sappiamo dove andare. Non abbiamo un'altra soluzione».

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