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Chiesto il rinvio a giudizio per i duefunzionari accusati di abuso d'ufficio
La procura di Livorno ha chiesto il rinvio a giudizio per Gino Fantozzi e Daniela Vannucci, i due ex impiegati della Provincia di Livorno sott'inchiesta. Tre gli episodi al centro delle indagini
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La procura di Livorno ha chiesto il rinvio a giudizio per due ex funzionari della Provincia livornese, accusati di abuso d'ufficio. Già aperta l'udienza preliminare, poi rinviata a gennaio: parte civile si costituirà la stessa Provincia di Livorno. Tre gli episodi, risalenti al 2005-2008, al centro delle indagini, due dei quali riguardano il programma Ue "Interreg III".
Gli imputati sono Gino Fantozzi, 63 anni, ex dirigente dell'area programmazione, e Danila Vannucci, 59 anni, ex responsabile del "Programma d'interesse comunitario". A entrambi gli indagati l'accusa contesta di aver, nel 2006, affidato alla società Css senza procedura pubblica l'incarico di consulenza per eseguire il programma comunitario "Interreg III", rinnovando l'incarico per due anni.
In più tra i soci della Css figurava la figlia della Vannucci. Solo nei confronti di Danila Vannucci contestato anche di non essersi astenuta dal prendere decisioni neanche quando la figlia avrebbe usufruito di un viaggio aereo e il marito di consulenze pagate ancora nell'ambito del progetto comunitario. Infine ancora la sola Vannucci è accusata di aver fornito una consulenza, dietro compenso, alla Comunità montana dell'Arcipelago che sarebbe stata incompatibile con il suo ruolo.
La vicenda, che nel 2008 esplose a Livorno con il nome di "Parentopoli", ha portato nel 2009 la Provincia di Livorno a rimborsare la Comunità Europea per circa 370 mila euro: oltre 100 mila euro, come dispose una delibera del consiglio provinciale, furono restituiti per i progetti affidati direttamente e non conformi alle disposizioni comunitarie, altri 270 mila per i costi del servizio fornito dalla Css.
Gli imputati sono Gino Fantozzi, 63 anni, ex dirigente dell'area programmazione, e Danila Vannucci, 59 anni, ex responsabile del "Programma d'interesse comunitario". A entrambi gli indagati l'accusa contesta di aver, nel 2006, affidato alla società Css senza procedura pubblica l'incarico di consulenza per eseguire il programma comunitario "Interreg III", rinnovando l'incarico per due anni.
In più tra i soci della Css figurava la figlia della Vannucci. Solo nei confronti di Danila Vannucci contestato anche di non essersi astenuta dal prendere decisioni neanche quando la figlia avrebbe usufruito di un viaggio aereo e il marito di consulenze pagate ancora nell'ambito del progetto comunitario. Infine ancora la sola Vannucci è accusata di aver fornito una consulenza, dietro compenso, alla Comunità montana dell'Arcipelago che sarebbe stata incompatibile con il suo ruolo.
La vicenda, che nel 2008 esplose a Livorno con il nome di "Parentopoli", ha portato nel 2009 la Provincia di Livorno a rimborsare la Comunità Europea per circa 370 mila euro: oltre 100 mila euro, come dispose una delibera del consiglio provinciale, furono restituiti per i progetti affidati direttamente e non conformi alle disposizioni comunitarie, altri 270 mila per i costi del servizio fornito dalla Css.
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