Toscana
Un infarto ha ucciso il geometra
F.Laz.
Era deceduto la settimana scorsa durante un intervento
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LIVORNO. È stato quasi certamente un infarto ad uccidere Alessandro Marsella, il geometra piombinese di 77 anni deceduto giovedì scorso durante un intervento di consolidamento alle vertebre all'ospedale di Livorno. Dal riscontro diagnostico effettuato sulla salma dell'uomo il giorno dopo al decesso sono emersi «evidenti segni di infarto del miocardio». L'uomo, diabetico e in cura con anticoagulanti, aveva fatto registrare un anomalo e improvviso abbassamento della frequenza cardiaca con conseguente inizio delle manovre rianimatorie. Gli sforzi fatti non erano, però, stati sufficienti ad evitare il decesso dell'uomo. L'intervento era stato effettuato nella sala angiografica della Neuroradiologia in anestesia locale associata a una lieve sedazione. Il geometra era stato accompagnato dai familiari in ospedale intorno alle 8,30. Dopo circa un'ora è stato trasferito nel blocco operatorio. Quando dopo un'ora i familiari non hanno ricevuto sue notizie hanno iniziato a preoccuparsi. Poi la notizia del decesso e il dubbio che si è insinuato nel figlio della vittima. «Ci hanno detto che ci sono state complicazioni nelle fase del risveglio come a dire che a mio padre era stata eseguita un'anestesia totale e non locale come ci avevano annunciato». La famiglia non ha presentato denuncia ma l'Asl, il giorno successivo, ha in ogni caso disposto l'esame diagnostico dal quale è emerso il problema cardiaco.
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