Il Tirreno

Livorno

 LIVORNO. Scuola che vai servizio che trovi, soprattutto con la crisi economica che picchia ...

Anna Cecchini

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 LIVORNO. Scuola che vai servizio che trovi, soprattutto con la crisi economica che picchia duro. La sorveglianza in orario pre e post scolare nelle scuole elementari della città è un vero labirinto. Ci sono circoli didattici che si affidano alle cooperative, altri in cui sono i genitori che si occupano di "badare" ai piccoli e altri istituti in cui sono gli stessi custodi che, incaricati dalle famiglie, sorvegliano i ragazzini prima dell'orario di apertura della scuola. E, per questo servizio, vengono pagati a fine mese direttamente dai singoli genitori. Come fossero baby sitter private. Insomma è un vero Far West.  Tutto nasce dall'esigenza della famiglie di "gestire" gli orari scolastici dei figli. Perché le scuole elementari hanno orari prestabiliti: l'attività didattica parte intorno alle 8,30 e termina alle 13,30 nelle scuole a modulo e alle 16,30 in quelle che hanno adottato il tempo pieno. Il problema è che spesso i genitori lavorano fuori sede, oppure devono fare turni che non combaciano con gli orari di ingresso a scuola dei figli. Il fatto è che le scuole pubbliche, tartassate dai continui tagli al personale Ata, hanno a disposizione un numero esiguo di custodi, che, secondo il loro orario di lavoro, arrivano pochi minuti prima dell'avvio dell'attività didattica. In tempo per aprire i portoni. E i genitori che devono andare al lavoro alle 7,30? Non possono certo lasciare i figli sul marciapiede o nei cortili davanti alle scuole. Troppo pericoloso. Ecco che, già da alcuni anni, le elementari si sono organizzate in modo alternativo. All'inizio dell'anno scolastico il dirigente scolastico conteggia i genitori che dicono di aver bisogno del servizio pre-scuola. Poi, attraverso una delibera della scuola, viene individuta la cooperativa che accoglierà e sorveglierà i piccoli alunni all'interno dei locali dell'istituto. I genitori contattano direttamente i titolari della cooperativa, per accordarsi sull'organizzazione del servizio e sul pagamento.  Il problema è che le cooperative garantiscno il servizio soltanto se viene raggiunto un numero di adesioni (in genere una decina). Un'organizzazione perfetta, non ci fosse stata la crisi. La recessione mette in ginocchio le famiglie: tanti genitori sono stati licenziati o messi in cassa integrazione e per mamma e papà pagare qualche decina di euro a fine mese per il servizio pre-scuola è diventato impossibile. Quindi alcune elementari hanno deciso di abolire il pre o post scuola e altre dove solo una manciata di genitori lo hanno richiesto si sono ingegnate. Come? Ricorrendo al "fai da te". Per sorvegliare i bambini sono scesi in campo direttamente i genitori o i pochi bidelli che ancora operano nelle scuole. Sorveglianza fatta in casa. In alcune scuole elementari mamme o papà meno impegnati vanno a scuola alle 7,30 e gestiscono 5 o 6 ragazzini in attesa che arrivino le maestre. Oppure sono gli stessi custodi statali che, su richiesta delle famiglie, arrivano a scuola una mezz'ora prima. E fanno da "tata" ai bambini. E per questo serivizio, nonostante avvenga in una struttura statale, vengono remunerati come la classica "tata". A fine mese i genitori saldano il conto, naturalmente fuori busta paga.

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