Gioco
Ma ora serve un milione di euro
F.Laz.
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RIO CIGNA È uno dei quattro torrenti a rischio in caso di alluvione La giunta deve dare l'ok ai lavori a Montenero e Alto Molino
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LIVORNO. Un milione e centomila euro per mettere al sicuro alcune zone della città da eventuali eventi atmosferici straordinari. È questa la proposta alla quale la giunta questa mattina dovrà dare il suo ok in vista del bilancio 2012. Nel dossier nelle mani dell'assessore Bruno Picchi e del sindaco Alessandro Cosimi ci sono tre interventi prioritari. Il primo riguarda la realizzazione della cassa di espansione sul torrente Ugione, più volte annunciata dalla Provincia che, nell'ambito di un accordo di programma sottoscritto nel 1994, avrebbe già dovuto realizzare l'intervento. «I lavori - si legge - potranno ridurre il rischio esondazione. Quindi per tutta la zona dei quartieri nord e dell'area industriale, c'è l'assoluta necessità di completare l'intervento». C'è poi da risolvere il problema legato alla zona di Collinaia con il Rio Popogna-Ardenza-Molin Novo e la zona degli Archi. E quello degli interventi strutturali nelle tre aree ad elevato rischio, vale a dire Quercianella, Montenero Alto, Alto Molino Popogna. In calce al progetto c'è anche una stima dei costi punto per punto e l'impegno da parte della Regione di rimborsare quasi un quarto dell'investimento complessivo, vale a dire 250 mila euro. L'intervento più costoso? È senza dubbio quello che riguarderebbe gli interventi tra via Falcucci e Quercianella che costerebbe circa 500mila euro, metà dell'investimento complessivo. Centomila euro in meno, invece, per la sistemazione idrogeologica di piazza del Santuario. Va detto che in sette anni, da quando il Comune ha dato avvio ad una serie di interventi per abbassare il rischio idraulico ed idrogeologico, molto è stato fatto. Nel dossier presentato dalla Protezione civile sono otto i punti forti a sostegno della prevenzione. Si va dalla realizzazione della cassa d'espansione sul Rio Cignolo, collegato alla costruzione di Porta a Terra, Rio Felciaio, Rio Cigna e Rio Maggiore, fino all'osservazione dell'Aula Mariana Montenero. Oltre a questo c'è la manutenzione del reticolo idrografico minore, che è minore «solo per le dimensioni, ma non certo per i danni che può creare» alla città. L'ultimo messaggio è rivolto proprio alla popolazione che deve essere «più consapevoli dei rischi di natura idraulica e idrogeolica». Ecco perché dopo l'approvazione del piano comunale di Protezione civile «c'è la necessità di agire molto sull'informazione». Tra i progetti al vaglio dell'ufficio del Comune c'è quello di mettere delle stazioni meteo nei punti nevralgici della città, magari dove c'è un maggiore afflusso di traffico. In questo modo nel momento in cui scatta l'allerta meteo è possibile avvisare i cittadini in tempo reale e ridurre il rischio che si trovino in strada e in pericolo.
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