Il Tirreno

Livorno

Mai così in basso dopo la batosta record del 2009

Industria choc, in picchiata la produzione e gli ordini

Mauro Zucchelli

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Non potrebbe essere più sconfortante lo stato di salute dell'industria della nostra provincia, a giudicare dalla radiografia che il Centro Studi della Camera di commercio fa della congiuntura manifatturiera con gli ultimi dati relativi alla primavera scorsa: l'andamento della produzione da aprile a giugno (meno 7,6% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) non solo infila per il terzo trimestre consecutivo il segno "meno" ma fa registrare il peggior dato dopo l'apocalisse nella primavera-estate di due anni fa, quando si pensò di aver toccato il fondo. Non basta: il risultato azzoppa l'ottimismo di chi aveva visto nella foto di inizio anno (con un calo di appena più d'un punto percentuale) la ripresina che avrebbe messo fra parentesi come un puro incidente di percorso la battuta d'arresto dell'autunno scorso (meno 4,5%). Anziché tornare in segno positivo, la congiuntura ha ripreso a galoppare all'ingiù.  C'è anche un altro aspetto da non dimenticare: benché minima, anche la flessione dell'occupazione (meno 0,1%) impallina proprio la crescita del trimestre gennaio-marzo (più 4,8%) che aveva alimentato qualche speranza.  A ciò si aggiunga che questa sfilza di segni "meno" resta una poco invidiabile prerogativa quasi esclusivamente livornese: nel resto della Toscana la tendenza della produzione su base annua cresce del 3,8% e a Firenze vola ben al di sopra dell'11%.  Peggio ancora va con gli ordinativi. Il divario rispetto a cosa accade nelle altre zone della nostra regione è ancor più marcato: nella nostra provincia il dato che fa immaginare la produzione prossima ventura va giù in picchiata del 9,5%, l'esatto opposto di Arezzo (dove cresce di oltre 9 punti percentuali).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web