Il Tirreno

Livorno

Variante dell’abitare sociale in consiglio entro due settimane. E l’assessore Picchi va in missione a Firenze

Fiorentina, a caccia di soldi extra

L’ingresso del mercato ortofrutticolo di Fiorentina
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L’ingresso del mercato ortofrutticolo di Fiorentina

In commissione emergono dubbi su destino del mercato e espropri

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LIVORNO. Un grande punto interrogativo su dove andrà a finire il mercato ortofrutticolo di via Sgarallino. È quello che è rimasto al termine della lunga commissione comunale di ieri in cui è stata votata la variante abitare sociale di Fiorentina e Coteto che dovrebbe essere approvata in consiglio nel giro di due settimane. Com'è noto il consorzio Etruria, che doveva costruire nell'area del mercato una serie di alloggi a canone concordato, è in forte difficoltà e ad esso è subenteato Casalp come soggetto realizzatore dell'operazione - in grave ritardo - che riguarda circa 60 appartamenti fra canone concordato, case popolare e abitazioni private.  Domani l'assessore Bruno Picchi andrà in "missione" a Firenze per cercare, sulla scia di questo intervento, di ottenere accesso ai 90 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per il piano casa su scala toscana e poter prevedere altri cento appartamenti.  Ma sulla futura localizzazione del mercato resta l'incognita. Lo sottolinea Lamberto Giannini (Sel), il primo ad affondare il colpo: «Per votare una variante del genere mi sembra il minimo riuscire a sapere dove andrà il mercato ortofrutticolo». D'accordo Marco Cannito (Città Diversa): «L'amministrazione ha avuto comportamenti discutibili: ancora non sappiamo dove andrà il mercato e ci avete taciuto che la società che aveva fatto la proposta di costruire le case al suo interno era sull'orlo del fallimento facendo passare con una delibera di giunta tutta l'operazione a Casalp. Non c'è niente di chiaro». Critica anche Marcella Amadio (Pdl) che torna a rimproverare alla giunta «una totale mancanza di efficienza e organizzazione».  A tenere banco è poi la questione dei trasferimenti da via Giordano Bruno: i residenti del civico 14, ai quali è stato assicurato il trasferimento nei 91 alloggi quasi pronti alla Scopaia, non sono mancati alla commissione. Perché possa avvenire il trasferimento serve l'approvazione della variante: il palazzo di Fiorentina è già fortemente degradato. «Una situazione precaria - prende la parola Vladimiro Del Corona (Pd) - queste persone vivono in case puntellate e a rischio crollo». Il consigliere allo stesso tempo plaude al lavoro dell'amministrazione e si dice stupito dalle critiche dei consiglieri di maggioranza: «Pensavo ci fosse più condivisione su questa partita».  È il pensiero espresso anche dal capogruppo Gulì. «È stato un percorso molto sofferto ma che oggi ci permette di avere lo strumento urbanistico che volevamo». E sul mercato ortofrutticolo Del Corona precisa: «La delocalizzazione era già prevista nel piano regolatore del '99 ed è un tema che non appartiene a questo atto».  Aaltra importante partita aperta è quella degli espropri degli altri alloggi di via Bruno: alloggi che rientrano nella variante, ma non nel piano dei trasferimenti. I proprietari che non hanno ritenuto adeguata l'indennità di esproprio del Comune si sono riuniti in un comitato e hanno scelto le vie legali. Su questo punto arriva l'apertura dell'amministrazione. «Siamo pronti - ha rassicurato Picchi - una volta approvata la variante a invitare i proprietari in commissione, con periti di parte, per approfondire il tema degli espropri partendo dalla stima dell'amministrazione».  Il prossimo passo, necessario per l'approvazione definitiva della variante in consiglio comunale, è provvedere alla variazione di bilancio per rimediare all'errore materiale in cui per gli espropri erano stati disposti 800mila euro anziché 1milione e 800mila. F.Bo.

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